“Non ho intenzione di dimettermi. Non ne ho motivo”. E’ la secca risposta di Giuseppe Orsi, presidente e ad di Finmeccanica, ai giornalisti che gli chiedono un commento sulle inchieste giudiziarie che coinvolgono l’azienda. Orsi è stato indagato dalla Procura di Napoli per corruzione, il fascicolo poi è stato trasferito alla Procura di Busto Arsizio (Varese) per competenza territoriale: il pm Eugenio Fusco ha anche iscritto la società per la legge 231 per la responsabilità amministrativa.  Il manager ha parlato con i cronisti a margine dell’avvio dei lavori del Foro di dialogo italo-spagnolo, la cui sessione è  stata aperta a Madrid da Mariano Rajoy e Mario Monti al termine del vertice alla Moncloa.

Orsi, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che si sarebbe dimesso solo su richiesta del governo, per sua stessa ‘ammissione’ sarebbe stato messo al vertice del gruppo per volere della Lega Nord e in particolare di Roberto Maroni. Dei rapporti privilegiati del manager con tutte le forze politiche ha parlato, via stampa e anche agli inquirenti, Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle comunicazioni. Per il manager, indagato e gola profonda dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Paolo Pozzessere e all’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex ministro Claudio Scajola, Orsi avrebbe in qualche modo elargito molti favori da destra a sinistra. Tra i personaggi eccellenti “aiutati” anche l’ex moglie dell’attuale ministro dell’Economia Vittorio Grilli: in una intercettazione è lo stesso Orsi a confessare all’ex presidente dello Ior e suo amico, Ettore Gotti Tedeschi, di aver aiutato la signora con consulenze inutili. Sull’argomento Finmeccanica però, nonostante le inchieste proseguano sempre più a fondo, il governo continua a tacere.