Aveva vinto il premio “Forbici d’oro”. Aveva giurato: “Non uso auto blu, invito i colleghi consiglieri a fare altrettanto”. Ma poi ecco ricevute per botte da mille euro al giorno per il noleggio di un’auto con l’autista. Forse l’auto non era proprio blu, qualche spiegazione però dovrà darla. Parliamo di Matteo Richetti, presidente del consiglio regionale dell’Emilia Romagna (Pd) e numero due di Matteo Renzi nella sua avventura di rottamatore.

Dopo le spese dei gruppi consiliari, dopo le interviste a pagamento, le ricevute dei ristoranti e i rimborsi chilometrici, ecco un altro filone di inchiesta seguito dalla Procura di Bologna: le auto blu. Un fascicolo avviato anche su stimolo di Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno acquisito le carte della Regione e le hanno consegnate alla Guardia di Finanza: ““La Procura ci ha sollecitato a consegnare il materiale di cui fossimo in possesso e che ritenevamo di interesse per le indagini”, dicono i consiglieri del Movimento 5 stelle .“Siamo Pubblici Ufficiali, ed è nostro dovere collaborare con gli inquirenti, per tanto abbiamo fornito la documentazione relativa all’utilizzo di tutte le auto blu durante la legislatura.”

Richetti non è indagato, va detto subito. Ma forse qualche spiegazione, almeno politica, vorrà darla. Lui che si è sempre fatto un vanto di aver rinunciato alle auto di servizio. Lui, che come gli altri suoi colleghi, fuori busta paga, ma senza obbligo di presentare ricevute, percepisce un forfait di 1233 euro e 90 centesimi, perché eletto a Bologna, ma residente a Modena. In teoria, grazie a quei soldi, Richetti doveva raggiungere la sede di lavoro con mezzi autonomi ed eventualmente, quando la missione era giustificata (anche se lui essendo il presidente era il controllore di se stesso), spostarsi da Bologna e non da Modena come abitualmente faceva.

Proprio questo vogliono chiarire gli investigatori: il rimborso delle spese per raggiungere la Regione è già pagato, al netto delle spese Richetti e altri consiglieri ricevono 14.806 euro all’anno. Se Richetti usa l’auto a noleggio per rientrare a casa sua, a Modena, la spesa raddoppia. E le ricevute delle quali il Fatto quotidiano è in possesso richiedono chiarimenti. Richetti parrebbe essere andato dalla Regione a casa sua quando aveva necessità di andare in missione. Se è legittimo lo stabiliranno i magistrati, ma chissà che cosa ne diranno gli organizzatori del premio “Forbici d’oro”.

Il viaggio al Quirinale da mille euro. Nell’anno 2010, mentre invitava tutti a non usare l’auto, Richetti si reca anche a Roma, al Quirinale: spesa del viaggio 1024,12 euro. In treno la trasferta sarebbe costata 200 euro, in prima classe. Ma Richetti viene prelevato a casa sua, accompagnato al Quirinale, e ritorno, passando per Ancona. La ricevuta fiscale, emessa dalla ditta Micalizzi Giuseppe, precisa che il presidente dell’assemblea legislativa, quel giorno, parte da casa sua alle 6,30 e rientra a notte fonda. Viaggio di 16 ore e 15 minuti per 1090 chilometri percorsi. La data è il 13 novembre 2011. Sicuramente un incontro istituzionale, vista la destinazione, ma che la Regione paga quasi cinque volte un viaggio “normale”: prima classe ad alta velocità (oppure aereo) più taxi fanno trecento euro.

Novecento euro di auto in due giorni. Ma di esempi ce ne sono a decine. Tra spese per missione e varie ed eventuali si arriva a cifre per decine di migliaia di euro. Richetti il novembre dello scorso anno ha due giorni intensi: il 7 spende di auto blu 509,54 euro, il giorno successivo 480,40 per spostamenti sempre in regione, tra Forlì e Ravenna.

L’autista fuori dal teatro. La mattina del 10 gennaio del 2011 Richetti ha un impegno a Casalecchio di Reno. Dalla sede della Regione, in viale Aldo Moro, al teatro comunale di Casalecchio di Reno. Il percorso è di 10 chilometri e settecento metri. In taxi una spesa di 15 euro. Ma Richetti con l’auto blu ne spende 103,12. Anche perché l’autista lo attende fuori dal teatro per 3 ore e 45 minuti. La spesa – non sappiamo quale appuntamento avesse avuto a Casalecchio, sicuramente istituzionale e dunque legittimo – è almeno tre volte superiore a un normale taxi. Mentre l’autista aspetta per quasi quattro ore il conto aumenta.

L’inchiesta e l’ultimo blitz. La Procura di Bologna ieri ha mandato i finanzieri alla Regione per conoscere le spese dei gruppi consiliari degli ultimi sette anni, dal 2005 al 2012, cioè le ultime due legislature, compresa quella in corso. Le Fiamme gialle che si sono presentate in viale Aldo Moro avevano con sé un ordine di esibizione di documenti firmato dai pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari: all’ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa, dunque a Matteo Richetti, sono stati chiesti il rendiconto di tutti gli esborsi sostenuti dai gruppi nella scorsa legislatura, dal 2005 al 2010, e tutti gli atti di controllo che di queste spese abbiano attestato la regolarità. Non solo: l’ufficio di presidenza dovrà esibire anche qualsiasi altro documento in suo possesso relativo a spese dei gruppi fatte nel passato mandato.

di Emiliano Liuzzi e Ferruccio Sansa