La bufera per lo scandalo della Regione Lazio arriva fino in Emilia e spacca il Pdl bolognese. Due consiglieri comunali, Lorenzo Tomassini e Patrizio Gattuso, hanno deciso di autosospendersi e di non partecipare più alle riunioni del gruppo consiliare, come segno di protesta nei confronti dei dirigenti del partito. Una strappo definito “irrevocabile”, in attesa di valutare ulteriori mosse: “Il Pdl deve assumere un atteggiamento di rottura senza se e senza ma. Il nostro obiettivo è dare una scossone a chi deve decidere”.

Secondo i “ribelli” del centrodestra bolognese, il segretario Angelino Alfano deve azzerare le classi dirigenti, a cominciare da quella nazionale, “perché è impensabile che chi ha causato il problema trovi anche una cura”. Una rivoluzione non giovanilistica ma morale. “Abbiamo chiesto un incontro con Alfano – continuano i due – per avere chiarimenti in merito alle questioni democrazia e trasparenza: che fine hanno fatto le primarie? Che ne è stato del merito? Servono delle regole per le assemblee a livello locale che oggi vengono invece gestite autonomamente dal gruppo nazionale a seconda delle loro necessità”.

Ma non è solo la vicenda che ha coinvolto la giunta di Renata Polverini a preoccupare i due eletti a Palazzo d’Accursio. “Ci siamo dimessi dal partito e dalle riunioni del gruppo non solo per quanto successo nella regione Lazio ma per la questione relativa all’utilizzo dei fondi pubblici da parte della politica a livello nazionale verso la quale il partito sta dimostrando inerzia“. Nel mirino c’è anche la gestione delle risorse nelle altre Regioni, compresa l’Emilia Romagna: “Vorremmo più trasparenza sia a livello nazionale sia a livello locale. Il Pdl, anche nella nostra Regione, deve al più presto pubblicare online tutte le spese”

I due, che hanno annunciato la loro sospensione con una conferenza stampa, ora sperano di contagiare altri eletti, per allargare la fronda interna. “Abbiamo intenzione di girare la proposta ad altri eletti a vari livelli – spiega Gattuso . Al Pdl manca l’appeal, si sta scollando il rapporto tra elettore e eletto. I moderati e i liberaldemocratici in Italia stanno perdendo punti di riferimento”. I due consiglieri parlano di “un malcontento diffuso” tra i berlusconiani. “Noi non vogliamo essere conniventi di questa situazione”. È indispensabile, quindi, uno scossone: “Vediamo se il Pdl batte un colpo, e se non lo fa – avvertono – valuteremo come muoverci”.