Leggendo attentamente la bozza che verrà presentata venerdì in Consiglio dei Ministri dal ministro della Sanità Balduzzi occorre fare alcune riflessioni.

Il gioco d’azzardo può dare dipendenza psichica, ingenerare violenza e depressione quindi sono assolutamente d’accordo sul controllo. Ma come può essere utile comunque autorizzarlo, visto che lo Stato incassa, ma allontanarlo dalle scuole o dai luoghi di riunione di gruppo? Come se gli alunni, o i cittadini in genere, non possano spostarsi anche a piedi di “500 metri”! Oggi basta una connessione internet per giocare. Forse occorrerebbe pensare di vietarlo e di bloccare i siti che lo gestiscono. Per limitarlo molto occorrerebbe fare come i casinò che sono, sul nostro territorio nazionale, solo cinque. Occorre spostarsi molto e comunque solo nel nord Italia. Questa è vera limitazione.

Sul fumo ormai statistiche internazionali stabiliscono che ogni sigaretta corrisponde a circa sei minuti in meno di vita. A poco serve una supermulta ai venditori nel caso di minorenni. Spesso i minorenni si fanno comprare le sigarette da amici che sono già maggiorenni ed aggirano il problema. A poco serve anche la scritta in grande sulla confezione che nuoce gravemente alla salute. A mio modesto parere, per risolvere veramente, (ma si vuole? Il monopolio come fa?) il problema si dovrebbe mettere una supertassa in modo che un pacchetto di sigarette diventi veramente un “bene di lusso” che ahimè diviene spesso un “male incurabile”.

La tassa sulle bibite è demenziale e preferisco nemmeno accennarne. Molto utile sarebbe invece una supertassa sugli alcolici, quella sì per il bene del cittadino, ed in particolare sui superalcolici. In alcuni città italiane, al mattino presto, si comincia a bere il caffè corretto, magari a digiuno, e ci si mette alla guida per continuare la giornata con una dipendenza alla quale è difficile rinunciare e che coinvolge i giovani con “facciamo l’aperitivo” perché costa meno rispetto alla pizza o ad una cena al ristorante, ma costa molto più in salute al cittadino ed alla comunità.

Fortunatamente è stata annunciata come cancellata la norma per il certificato sportivo. Credo invece che occorra aumentare i controlli sugli sportivi professionisti, visto le numerosi morti di questi ultimi anni. E credo indispensabile invece l’installazione di defribillatori pubblici associati ad obbligo di soccorso gratuito da parte del personale sanitario, medico e paramedico, che sia stato sottoposto ad un corso obbligatorio per poterli utilizzare. Oggi con i sistemi di geolocalizzazione si potrebbe rintracciare il soccorritore più vicino e farlo intervenire per la prima assistenza in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Questa è vera sanità pubblica a basso costo.

Assolutamente d’accordo per quanto riguarda la revisione dei livelli di assistenza (LEA) e sul controllo delle nomine sui dirigenti della sanità allontanandole dal clientelismo politico esclusivo.

Un capitolo importante invece ritengo essere quello della digitalizzazione del fascicolo sanitario. Quello che è stato fatto finora, ad esempio con la carta regionale dei servizi, sulla quale si basa l’ampiamento proposto in questa bozza, ha un’enorme errore di fondo che occorre assolutamente sanare. Il fulcro dei dati clinici del paziente è in mano alle Istituzioni che permettono la visione solo collegandosi ai loro portali, come avviene in regione Lombardia. Invece, secondo me, occorre che il paziente torni ad essere il fulcro, padrone esclusivo dei suoi dati sanitari di qualunque natura. Il mio progetto,  già in fase esecutiva, si chiama History Health per controllare l’elusione fiscale in sanità, per controllare gli operatori sanitari e per la portabilità assoluta di tutto il mondo sanitario del cittadino-paziente.

Ma vogliamo veramente favorire il cittadino o continuiamo a favorire società di gestione che non occorrono in sanità, anzi sono un enorme spreco, come ad esempio Lombardia informatica? Se qualche politico, o perché no anche il Ministro Balduzzi, perché purtroppo la sanità è gestita dalla politica, fosse interessato si faccia avanti. Per una nuova sanità, una sanitasana.