Basta fare un giro per i lunghi corridoi della Fiera di Rimini oppure osservare gli stand di questo Meeting 2011 di Comunione e Liberazione. Quello che salta agli occhi a prima vista sono i giovani. Bambini che corrono in monopattino o su rollerblade e adolescenti che chiacchierano, ridono e aiutano la macchina organizzativa del meeting. Tutti in bermuda e polo, molto più simili a boy scout che a politici. Eppure quella macchina chiamata Cl attraverso il nome Compagnia delle Opere muove centinaia di milioni di euro, in Lombardia, nel campo della sanità, soprattutto, e in Emilia Romagna, dove ha sfondato quel muro che sembrava impenetrabile chiamato cooperative.

Video di Giulia Zaccariello

Sono tanti e impegnati. Ma appena si domanda loro qualcosa sulla politica, perché il meeting è anche quello, sembrano cadere dalle nuvole. Non sanno, o più spesso non vogliono sapere. Per loro il meeting è incontrarsi, traducendo letteralmente dall’inglese. Null’altro. Conoscere, vivere sette giorni in tranquillità. Questo è quello che dicono. Poi però scelgono, eccome se scelgono. E quasi sempre lo fanno nel nome del loro unico leader riconosciuto, Roberto Formigoni, meccanico, disegnatore, ingegnere di questa grande macchina.

Dunque abbiamo provato a chiedere chi potrebbe essere il prossimo candidato alla presidenza del consiglio e quasi tutti, a parte quelli che non vogliono rispondere, hanno risposto Formigoni. Il Gran Mogol – chi ha letto qualche manuale delle giovani marmotte sa bene chi è – di Comunione e liberazione. “Il meeting per me è come capodanno” dice uno di loro. “Un punto di inizio e di arrivo, da cui ripartire con nuove conoscenze ed esperienze”. Questo è quello che dicono. Perché nessuno, soprattutto dopo che lo stesso Formigoni ha detto e poi smentito che la salvezza del Pdl passa attraverso una non ricandidatura di Berlusconi, ha voglia di rispondere. Chi però ha visitato il meeting sa che l’unico capace di spostare voti è il presidente della Regione Lombardia.

Lo avevamo detto prima che iniziasse: sarà il primo meeting non contro Berlusconi, ma sicuramente non nel nome di Berlusconi. E così è stato.

Noi continuiamo il nostro viaggio all’interno della Fiera e a questo troviamo solo conferme. Non tutti, è vero, fanno parte di Comunione e Liberazione, ma certo nessuno di loro disprezza o mette in dubbio l’importanza di quel movimento. Alcuni di questi ragazzi lavorano, e hanno preso le ferie per poter partecipare alla manifestazione: “se dico Rimini, penso al meeting, non certo al mare o alla movida serale”. È qualcosa di importante, dunque, nell’ottica di questi ragazzi. Che preferiscono rinunciare alle vacanze al mare o in montagna per incontrare di nuovo gli amici conosciuti l’anno passato e scambiare impressioni, pensieri e risate.

Ci sono giovani volontari, che pagano vitto e alloggio, e lavorano per tutto il giorno. Altri, invece, che preferiscono fare i “turisti del meeting”, così si definiscono. E sono i sorrisi stampati sulle bocche dei giovani che parlano da soli. In quei sette giorni di incontri, mostre, dibattiti. Vengono da tutta Italia questi ragazzi e non solo, accompagnati da genitori o anche da soli, insieme ad altri amici.

A guardare bene tra gli stand, spunta una gigantografia del Presidente. E non può essere che lui, Formigoni. Il Presidente. C’è un banchetto, infatti, che regala gadget, braccialetti e cartoline del governatore della regione Lombardia, invitando grandi e piccoli a presentarsi l’indomani, quando Formigoni si presenterà “e ci dirà cosa vuole fare da grande, è una sorpresa” dicono sorridendo. Ma la risposta la danno poco dopo: “Il prossimo candidato alla presidenza del consiglio. Solo lui può diventare premier”.

di Emiliano Liuzzi e Nicola Lillo