Resta alta la tensione sui titoli di Stato italiani e spagnoli, con lo spread arrivato ieri a livelli pre-Monti e all’apertura sopra quota 540. Poi, a metà seduta, è sceso i 520 punti. I listini di Milano e Madrid tentano il rimbalzo e guadagnano più di un punto percentuale. A essere preoccupata è soprattutto la Germania: nell’asta dei Bund trentennali, il rendimento medio è sceso al 2,17%, un livello mai toccato dal 1994, mentre l’agenzia di rating Moody’s ha ‘bocciato’ il fondo salva-stati europeo. Un segnale che ha spinto il presidente francese Francois Hollande a auspicare che “le misure decise nel vertice di fine giugno siano attuate con rapidità”.

Moody’s e Fondo salva-stati – L’agenzia di rating Usa fornisce prospettive negative per il Fondo salva stati, ma l’abbassamento da “stabile” a “negativo” dell’outlook non avrà effetti nel breve termine. A frenare la tensione innescata da Moody’s, arriva una nota dell’Efsf: “Continuiamo a mantenere la tripla ‘A’ perché l’outlook ha un orizzonte temporale di 12-18 mesi” e quindi “non indica nessun’’ downgrade “nel futuro immediato”.

Spread e rendimento Bund – In apertura di giornata il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi torna a salire, aprendo a quota 541, con rendimento al 6,6% per poi scendere a 522 punti (mentre il differenziale tra Btp e Bonos si attesta a 621 punti base). E’ l’effetto dell’asta dei titoli trentennali tedeschi in cui sono stati venduti Bund a 30 anni per 2,32 miliardi di euro con tassi al nuovo minimo storico e domanda solida. Il rendimento medio è sceso al 2,17%, un livello mai toccato dal 1994, dal precedente minimo del 2,41% dell’asta di aprile. La domanda ha raggiunto i 3,367 mld superando l’importo massimo previsto di 3 mld. La giornata di oggi era partita male sul fronte del debito pubblico italiano, ma l’attesa è concentrata soprattutto sull’emissione di Bot a sei mesi per a 8,5 miliardi che si terrà venerdì 27 luglio, un’offerta più alta rispetto agli 8 miliardi di titoli in scadenza. Il Tesoro ha anche comunicato che giovedì 26 luglio saranno collocati i titoli della quinta tranche di Ctz in scadenza il 30 maggio 2014. L’ammontare è previsto tra un minimo di 1,5 miliardi e un massimo di 2,5 miliardi di euro. 

Hollande – Secondo il presidente francese serve che i provvedimenti approvati dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno “siano messi in atto rapidamente e in modo fermo”. Un invito formulato alla luce della decisione di Moody’s di modificare l’outlook su Germania, Olanda e Lussemburgo. I ministri dell’economia spagnolo e francese Luis De Guindos e Pierre Moscovici, hanno annunciato in una nota congiunta “una road map per una unione economica e finanziaria vera e propria, con proposte ambiziose per creare le condizioni di solidarietà e allo stesso tempo di integrazione”.

Confindustria – Critici anche gli industriali italiani, che auspicano un intervento più incisivo da parte dell’Europa: ”La situazione è complicata e abbiamo bisogno di molta coesione, siamo su una barca nella tempesta e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione”, avverte il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi che esclude però paragoni con la situazione spagnola:  “L’Italia – continua Squinzi – è molto più competitiva, siamo più forti, oltretutto non abbiamo l’esplosione della bolla immobiliare”. 

Listini europei – Le borse europee aprono quasi tutte sopra la parità ma scontano una volatilità elevate che provoca continue oscillazioni. Sui mercati continuano a regnare i timori per la situazione della Spagna dove altre regioni, a partire dalla Catalogna, si stanno accodando alla richiesta di aiuti della regione di Valencia. A pochi minuti dalla fine della seduta Milano riduce i guadagni (+1%) e Madrid sale dell’1,8%. Francoforte sale dello 0,37%, Parigi dello 0,60% e Londra dello 0,15%. A Piazza Affari a trainare il rimbalzo dei listini sono i titoli dell’auto (+2%) grazie ai conti meno deludenti delle attese di Peugeot (+3%). In luce anche Daimler (+3,6%) e Fiat (+2,8%). Bene anche i bancari con Ubi (+5%), Natixis (+4,5%), Credit Agricole (+4%) e Unicredit (+3,9%). Nonostante il differenziale Btp-Bund abbia raggiunto il livello choc di 545 punti, le banche tentano il rimbalzo: Intesa (+3,1%), Unicredit (+3%), Mediobanca (+2,3%) e Monte dei Paschi (+2,6%). Boom di Ubi (+5%), sospesa in asta di volatilità. Un’iniezione di fiducia anche se, secondo una ricerca Afo-Abi (condotta come di consueto con gli Uffici studi delle principali banche italiane) “l’operatività delle banche continuerà ad essere sottoposta a notevoli tensioni”. Intanto la Commissione Ue ha dato oggi il suo via libera al programma di ricapitalizzazione delle banche spagnole in difficoltà in applicazione del memorandum d’intesa sottoscritto tra l’Eurogruppo e il governo di Madrid: Bruxelles ha approvato le condizioni in base a cui il Frob rafforzerà le risorse proprie degli istituti di credito. Apertura contrastata a Wall Street: il Dow Jones avanza dello 0,19%, il Nasdaq cede lo 0,37%, mentre lo S&P 500 è sostanzialmente piatto.

Ricerca Ifo – Secondo l’istituto di ricerca economica Ifo, nel caso di un default della Grecia, per la Germania sarebbe più ‘conveniente’ l’uscita di Atene dall’euro: “Se la Grecia arrivasse all’insolvenza e lasciasse l’eurozona, la Germania potrebbe registrare perdite fino a 82 miliardi di euro”, scrive l’agenzia. Ma nel caso in cui, dopo un default, Atene rimanesse nell’euro, le perdite per i contribuenti tedeschi potrebbero spingersi “fino a 89 miliardi”.

Monti – A causa dell’attacco speculativo, le forze politiche sono in allarme e non escludono un voto anticipato in autunno, ma l’obiettivo dichiarato resta quello di completare la legislatura. Palazzo Chigi smentisce però la convocazione di una riunione del comitato per il coordinamento della politica economica e finanziaria, diffusa dagli organi di stampa. Oggi il premier ha in programma due incontri: uno con il segretario del Pd Pierluigi Bersani e uno con quello del Pdl Angelino Alfano. Al termine della riunione (durata circa un’ora) Bersani ha dichiarato: ”Abbiamo riflettuto assieme su una situazione generale molto molto preoccupante, c’è l’esigenza di dare seguito alle decisioni del vertice europeo e la necessità di uno stato di allerta da parte di tutte le istituzioni”.