Gli analisti di Moody’s Robert Abertcomby e Johannes Wassemberg “fornivano intenzionalmente ai mercati informazioni tendenziose, distorte (e come tali falsate)”. Sono queste le parole scelte dal pm Michele Ruggiero di Trani per l’atto di chiusura delle indagini sull’agenzia di rating Moody’s. Il magistrato ha messo in risalto la “scelta mirata dei tempi” e “l’impiego di tecniche argomentative suggestive, ambigue e foriere di allarme”. Il pm ha spiegato che  il rating di Moody’s sull’Italia, diffuso il 6 maggio scorso a mercati aperti, ha suggerito “intenzionalmente” agli operatori finanziari “una relazione tra il rischio Grecia e la rischiosità delle banche italiane (…): relazione e rischiosità a quella data inesistenti e tuttavia proprio in diretta conseguenza dell’annuncio percepite come realmente esistenti”. I due analisti, il vicepresidente Abercromby e il direttore finanziario Wassemberg, continua Ruggiero, “ponevano in essere artifici a carattere informativo concretamente idonei a incidere sull’affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari” e “a provocare un sensibile deprezzamento dei titoli”. L’ipotesi quindi è che il tutto fosse fatto per ottenere “un sensibile deprezzamento dei titoli bancari italiani”.

Dopo Standard & Poor’s, le cui indagini si sono concluse nei giorni scorsi, oggi la Procura di Trani ha chiuso anche questo filone di indagine. L’agenzia di rating è finita sul banco degli imputati dopo le denunce depositate da Adusbef e Federconsumatori, per “aver diffuso giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti sul sistema economico-finanziario e bancario italiano configurando una manipolazione del mercato”.

“Per quanto riguarda Moody’s, gli indagati sono accusati del reato di manipolazione del mercato”, sottolineano i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. “Nel giorno in cui Moody’s continua a diffondere report posticci e notizie infondate, alterando le corrette funzioni delle borse e dei mercati, Adusbef e Federconsumatori chiedono sanzioni penali adeguate ai governi distratti contro la speculazione”. Le due associazioni poi ricordano i danni causati dalle “tre sorelle del rating” al sistema Italia, quantificate in 120 miliardi di euro dalla Corte dei Conti.