In attesa che il torrido anticiclone Caronte decida se traghettare o meno la nazionale italiana fuori dall’inferno delle scommesse, verso le sponde della lucente coppa che redime da tutti i peccati, i quotidiani italiani presentano la finalissima di Euro 2012 di stasera a Kiev tra Italia e Spagna all’insegna dei buoni sentimenti e della sobrietà. Una scelta obbligata, dopo la lettera aperta di ringraziamento e d’incitamento indirizzata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al commissario tecnico. Un esercizio di stile retorico che non poteva lasciare indifferenti i ritrovati cuori patriotici del paese, e che trova giustamente il suo spazio su tutte le prime pagine dei quotidiani della penisola.

“Caro Prandelli – ha scritto ieri il capo dello Stato -, debbo ringraziarla (…) l’affiatamento tra “vecchi e nuovi”, lo spirito di squadra, la comune determinazione e generosità (…) la sobrietà e la serietà”. Questa la linea presidenziale, cui tutti si sono accodati con gioia, ripescando afflati risorgimentali e attribuendoli a quella che fino a un mese fa sarebbe stata una caciara tra ventidue ragazzini viziati che corrono in mutande su un prato inseguendo un pallone mentre il paese ha cose più importanti cui pensare. E allora il Corriere della Sera è in edicola con un numero speciale con un’illustrazione di Marcello Jori e il titolo “Una domenica italiana, uno sguardo su ciò che unisce il paese (oltre lo sport)”, mentre la prima pagina è una fotonotizia con un’editoriale che esalta “tecnica e cuore”.

La retorica dei buoni sentimenti, accompagnata dall’inevitabile accenno alla situazione politica dei due paesi maiali (Piigs) al cospetto dell’Europa, la fa da padrone su diversi quotidiani. A cominciare da Il Fatto Quotidiano che titola “Italia-Spagna, poveri ma belli”: citazione di un famoso titolo del neorealismo rosa italiano, apogeo del lieto fine, del riscatto sociale e della pacificazione nazionale. Reso ancor più esplicito dal catenaccio dove si presenta la “sfida tra paesi alleati in Europa”. Una scelta condivisa da Il Tempo che chiosa una gigantografia di Buffon con l’editoriale “Una sfida tra popoli fratelli” e da Il Messaggero che sotto il titolo “Italia e Spagna si giocano l’Europa” presenta l’editoriale “Una corrida tra fratelli”.

La retorica buonista da libro Cuore la fa da padrone un po’ dappertutto, a cominciare dalla Gazzetta dello Sport che titola a nove colonne “Insieme”. Un titolo simpatico che parrebbe semplice, ma forse non lo è dato che è addirittura necessario un editoriale per spiegarlo. “Per questa vigilia intrisa di sogno e di ansia buona abbiamo scelto un titolo che è un programma (…) E’ un piano di battaglia e allo stesso tempo (…) è una dichiarazione d’amore”. Insomma, in via Solferino non devono fidarsi molto dell’intelligenza dei loro lettori. In un brodo di giuggiole retorico filopresidenziale sono immerse anche L’Unità, che sceglie un fotomontaggio di una serie di finestre e balconi su cui poggiano tricolori e titola “Aspettando l’Italia”, La Stampa, il cui bollettino da oltrecortina recita “Napolitano scrive a Prandelli: viva l’Italia seria e sobria” e il Corriere dello Sport che vira sul nazionalpopolare con il coro da stadio “Vi vogliamo così” e l’incitamento di Napolitano.

E se La Repubblica è fin troppo seria e sobria, relegando a mezza pagina un “Azzurri pronti: vi stupiremo”, c’è aria di sfida su Tuttosport che sceglie un bellicoso “Scatenate l’Italia” e di nostalgia sul Giornale che titola “E oggi gridiamo Forza Italia”. (Come se dal 1994 al 2009 l’house organ di famiglia avesse mai gridato qualcosa di diverso…). Ma la copertina più bella è senza dubbio quella de Il manifesto, che utilizza la finale di stasera per rivendicare diritti di cittadinanza che assurdamente in Italia non sono ancora dati. “Diritti in finale” titola, e poi scrive “Sarà anche l’ultimo palcoscenico speciale per Balotelli. Ora che persino i leghisti riuniti a congresso applaudono il ‘padano nero’, come minimo gli andrà intitolata la nuova legge sulla cittadinanza e l’immigrazione. Da approvare subito, con decreto presidenziale, qualsiasi sia il risultato”. Altro che retorica, buonismo, bollettini presidenziali, fratellanza e sobrietà. Che la partita di stasera, si vinca o si perda, serva almeno a qualcosa.