Il florentinum harpastum è vivo e lotta insieme a noi, alla faccia di Dante Alighieri che ne ignorò le gesta nella Divina Commedia. Perché in questi giorni, come già dal 1530, Firenze torna al centro del mondo del calcio, (pardon) del rugby, (scusate) del calcio in livrea, (vabbè) del calcio storico in costume. Insomma, ci siamo capiti, basta affacciarsi domenica in Piazza Santa Croce per godersi la finalissima (Bianchi contro Azzurri) dove ‘i compagni sono fratelli di sangue e gli avversari dei nemici giurati’ e capire di quali ‘calcianti’ sto parlando.

Nulla a che vedere con gli effetti pirotecnici di Euro Uefa 2012, né col quarto di finale Italia-Inghilterra. Perché la Toscana, ormai da tempo, si propone come cuore pulsante e motore per la riscoperta di tradizioni popolari, storia e folklore del vecchio pallone. Un po’ per merito del Calcio Storico Fiorentino,un po’ per l’azione incisiva del Museo Associazione Fiorentina Calcio Onlus, ma pure per l’impegno del Museum of Ancient Football e della Foundation for Sports History Museums, che oggi nella Galleria della Corrozze di Palazzo Medici Riccardi inaugurano la mostra “The origins of football”, ambiziosa rassegna di cultura sferica (aperta fino al 21 Luglio) con reperti, immagini e scritti che abbracciano oltre tremila anni di storia internazionale, raccontando il proto-calcio dall’antichità greca-romana alla genesi orientale e precolombiana, descrivendone le tradizioni medievali e rinascimentali d’Europa, fino alla codifica contemporanea del football inglese del XIX secolo.

Legando il calcio a solidarietà e prodotti culturali (e loro derivati), vi segnalo altre due iniziative. La prima, certamente più che lodevole, merita le attenzioni non solo dell’ambiente sportivo: la Florence Football Cup (quadrangolare amichevole di oggi, tra miste locali e vecchie glorie viola contro i granata Torino) raccoglie fondi per la Fondazione StefanoBorgonovo aderendo al Global Day Sla, cioè la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla sclerosi laterale amiotroficadetta morbo di Lou Gehrig, di cui sono affetti (e morti) diversi ex calciatori tra i 5.000 malati in Italia. Domani, infine, sarà proiettato in anteprima (a breve in home video) il film documentario I gladiatori del calcio” del regista Fabio Segatori, vincitore del Fondo per il Cinema della Regione Toscana, in attesa che Stefano Lorenzi batta il primo ciak per “I calcianti” con Stefano Accorsi e Alessandro Gassman.

Dall’harpastum al football, tra storia, solidarietà e cultura, Firenze lancia un segnale forte e in controtendenza rispetto agli scandali di Scommessopoli: un altro calcio è possibile. Raccoglierlo, ora, sta agli uomini (di calcio) di buona volontà…