Nel 1998, subito dopo la sua istituzione, con un decreto del Presidente della Repubblica, la sede dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni venne stabilita a Napoli.

La sede di Napoli, tuttavia, si rivelò presto “scomoda” per l’esercizio, da parte dell’Autorità e dei suoi membri delle funzioni di rappresentanza con particolare riferimento alle relazioni istituzionali tra Authority e politica.

Come può un’Autorità indipendente, in Italia, sopravvivere senza un rapporto di contiguità anche territoriale con la politica?

Non può.

Nel 1999, quindi, si è provveduto ad assegnare all’Agcom una sede di rappresentanza a Roma, all’epoca, peraltro, in pieno centro, a poche centinaia di metri dal Parlamento e da Palazzo Chigi.

L’idea originaria era che la maggior parte del personale dell’Autorità [n.d.r. oltre 300 persone] continuasse a lavorare a Napoli, mentre, una quarantina di unità – ovvero il presidente e i commissari con il relativo staff – potessero  disporre di uffici di rappresentanza anche a Roma.

Sarà stato per colpa del fascino della Capitale ma, negli anni, tale originaria ripartizione tra gli uffici di Roma e quelli di Napoli ha finito con l’essere sostanzialmente ribaltata.

Oggi, nei 15 mila metri quadrati della sede di Napoli lavorano un centinaio di persone mentre tutte le altre – oltre il doppio – occupano gli uffici nei 12 mila metri quadri della nuova sede di Roma.

Due sedi per complessivi 27 mila metri quadrati, una a Roma ed una a Napoli sembrano davvero uno spreco, specie in tempo di crisi.

L’ultimo bilancio disponibile dell’Agcom – quello relativo all’esercizio 2010 – racconta che le due sedi [n.d.r. non è possibile, sfortunatamente, disaggregare le voci di costo] costano, solo di canoni di locazione, 7 milioni di euro all’anno cui vanno ad aggiungersi oneri di manutenzione e gestione per centinaia di migliaia di euro.

Numeri importanti, persino nel bilancio di un’Autorità che costa decine di milioni di euro ogni anno.

Difficile, pertanto, resistere alla tentazione di domandarsi perché se la sede di Napoli è tanto poco funzionale da essere stata, nei fatti, abbandonata dalla più parte degli uffici dell’Autorità, quest’ultima non concentri la sua attività nella sola sede di Roma.

Il quesito ha formato oggetto, nel corso degli ultimi anni, di diverse interrogazioni parlamentari, tutte, egualmente, sin qui, rimaste senza risposta.

Negli ultimi giorni, tuttavia, si è diffusa una curiosa notizia – sebbene non segreta – relativa alla proprietà della “Torre Francesco”, l’immobile, nel centro direzionale di Napoli, presso la quale hanno sede gli uffici partenopei dell’Authority.

Il proprietario è il Gruppo Caltagirone, di Francesco Gaetano Caltagirone [n.d.r. da qui il nome della torre], genero dell’onorevole Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, sponsor orgoglioso della nomina di uno dei commissari dell’Authority, Francesco Posteraro.

Tutto in famiglia, dunque e tutto rigorosamente a spese nostre.