Non penso che ci siano nuove cose da inventare, ma modi intelligenti di dare spazio anche a proposte già in atto, e per questo ne rilancio una, e la faccio mia per condividerla. E’ di Laurie Penny, collega inglese collaboratrice del Guardian, attenta al mondo delle donne spesso con articoli di taglio femminista. Laurie ha stilato alcune domande rivolte agli uomini sulla loro sessualità, chiedendo ai suoi contatti maschili, in forma anonima, se avessero avuto voglia di rispondere.

Attenzione: nulla a che fare né con un sondaggio a carattere scientifico, ma nemmeno una delle ‘piccanti’ iniziative da rotocalco del tipo ‘come lo fanno gli italiani’. La collega ha chiesto agli uomini quello che fin da piccola avrebbe voluto domandare agli altri bambini, e poi ai ragazzi e infine agli uomini adulti che via via ha incontrato nella sua vita: di parlare di sé, del come si sentissero nel loro corpo, del cosa pensassero degli altri uomini che violentano le donne, del quanto e come la pornografia influisse sulla loro vita e sulla loro sessualità. Laurie scrive che si aspettava qualche decina di risposte, visto che lo stereotipo vuole che a parlare di sessualità in questo modo siano solo le donne e invece, sorpresa: è stata travolta dalle risposte di uomini eterosessuali, gay, padri, figli, mariti, fratelli. Tanti, desiderosi di parlare non banalmente di sessualità, corpo, violenza.

Quello che da anni alcune femministe, tra le quali io stessa, in Italia andiamo dicendo, cioè che è tempo, è urgente, che la voce maschile si faccia sentire, è accaduto, alla chiamata di una giornalista femminista, in forma certo non politicamente organizzata, ma è un buon inizio.

Anche da noi, specialmente oggi che i femminicidi sono un rosario di dolore quotidiano, sarebbe una bella svolta.

Il 13 febbraio dello scorso anno, a Genova, avevo chiesto ad alcuni uomini scesi in piazza perché fossero lì, richiamati dal movimento snoq (se non ora quando), e le risposte (che potete vedere e ascoltare su www.radiodelledonne.org) per la verità furono tiepidine.

Ma qui si parla di qualcosa di molto più intimo e interessante. Per cui ecco le mie semplici domande agli uomini che abbiano voglia di mandarmi le loro risposte, in forma anonima, o anche firmate: io utilizzerò solo le risposte quando ne avrò abbastanza per raccontare gli esiti di questo esperimento. Quello che assicuro è che darò conto di ciò che ricevo, su questo blog e sulla mia pagina facebook. 

1) Che cosa è per te la sessualità?
2) Pensi che la violenza sia una componente della sessualità maschile più che di quella femminile?
3) Cosa provi quando leggi di uomini che violentano le donne?
4) Ti senti coinvolto, e come, quando si parla di calo del desiderio?
5) Essere virile: che significa?
6) La pornografia influisce, e come, sulla tua sessualità?

La mia mail è monica.lanfranco@gmail.com. Grazie.