Mentre si attende che il consiglio di amministrazione Rai elegga nuovi vertici aziendali, la questione che oggi infiamma gli animi in viale Mazzini è quella dei palinsesti autunnali. Oggi doveva arrivare via libera alla nuova programmazione, ma il consiglio di amministrazione ha dovuto prendere atto delle pesanti divergenze di opinioni al suo interno. Discorso diverso per la nomina del capo dei corrispondenti esteri, che sarà ricoperto dall’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini. La sua nomina è passata all’unanimità (provocando le consuete reazioni del tenore più diverso)

Su otto consiglieri, quattro non hanno sollevato alcun dubbio su ciò che dovrà essere trasmesso, mentre in due si sono opposti e altri due si sono astenuti generando la situazione di stallo. Questi ultimi sono Rodolfo De Laurentiis, rappresentante dell’Udc, e il presidente Paolo Garimberti. I contrari invece sono Angelo Maria Petroni, consigliere Rai di riferimento dell’azionista, e Giorgio Van Straten, consigliere in rappresentanza del Pd. A favore, invece, hanno votato i consiglieri Guglielmo Rositani, Antonio Verro, Giovanna Bianchi Clerici e Alessio Gorla.

Ed è proprio l‘astensione che ha provocato lo stop alle decisioni perché se i due non avessero preso parte al voto, i palinsesti sarebbero passati, mentre l’astensione ha pesato come voto contrario. Ora sono in corso contatti tra i vari consiglieri e ci si aspetta una nuova votazione per lunedì 4 giugno. Quel giorno il cda spera di poter procedere al voto, ovvero alla correzione di quelle parti che hanno determinato l’opposizione o l’astensione in alcuni dei componenti dell’organo di gestione della Rai.

Il commento più duro è del deputato della commissione di vigilanza (ex ministro per le Telecomunicazioni nel governo Prodi) Paolo Gentiloni: “Come fa Lorenza Lei a nondimettersi? In qualsiasi azienda la bocciatura del principale piano editoriale da parte del Consiglio di Amministrazione indurrebbe il vertice alle dimissioni”.

La pensa così anche il presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli: “La vicenda del Cda svoltasi intorno al tema dei palinsesti, fulcro della programmazione e degli investimenti, pone in modo stringente l’esigenza di dar vita a un rinnovamento della governance aziendale. Altrimenti sarebbe alto il rischio di compromettere, in forme e misure gravi, ogni progetto di rilancio”.

L’astensione del presidente della Rai Garimberti è stata in coerenza con le perplessità già espresse di recente sul documento stesso che traccia le linee della prossima stagione Rai e proposto in una precedente seduta. Tuttavia ai vertici dell’azienda non si parla di spaccatura, ma di confronto. Come già avvenuto due settimane fa, le perplessità riguardano in particolare il palinsesto di Rai2 che non garantiva un rafforzamento della rete.

Il consigliere Van Straten spiega così la sua posizione: “Il direttore generale Lorenza Lei ha riportato gli stessi palinsesti per Rai 2 di quindici giorni fa, nonostante allora in consiglio fossero state avanzate da più parti molte perplessità. Oggi ha avuto quattro voti a favore, allora ne avrebbe avuti uno o due. Io comunque resto della mia opinione. Basta vedere i dati di ascolto di Rai 2 di questa stagione per capire la gravità della situazione. Si trova al quinto posto tra le reti generaliste. Il fatto che in 15 giorni il direttore generale non sia stato in grado di avanzare proposte migliorative conferma il mio giudizio su questa gestione e forse richiederebbe una riflessione seria da parte del direttore di Rai 2”.

La legge in modo diverso il consigliere (in quota centrodestra) Antonio Verro: “Non c’è stata alcuna rottura bensì un atto di responsabilità dell’intero Consiglio. Occorre coniugare le nostre esigenze editoriali con la delicata situazione che sta attraversando il Paese. I palinsesti presentati oggi in cda necessitavano ancora di piccole limature che, sono certo, si risolveranno nella nuova proposta che il direttore generale sta predisponendo sulla base delle osservazioni presentate da tutti i consiglieri. Occorre comunque fare presto e, per questo motivo, abbiamo deciso di riunirci e votare già il prossimo lunedì”.

Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 commenta secco: ”Se qualcuno ha ancora a cuore il destino della Rai e di una grande impresa italiana, ha oggi il dovere di porre fine alla agonia e di staccare subito la spina a quello che ancora resta del gruppo dirigente. Lo stop ai palinsesti è un vero e proprio suicidio politico, editoriale, aziendale”. Mentre per il senatore Pd Vincenzo Vita: “Spetta ora in primo luogo al governo, porre fine a questa esperienza ed indicare una soluzione che segni il radicale superamento dell’esistente, nei metodi e nelle persone”.