Il confronto avviene a distanza tra il direttore preferito da Silvio Berlusconi – e spesso ospite delle sue cene – Emilio Fede, e una giovane blogger pugliese vicina al centrodestra, Federica de Benedetto.

Lei era tra i “formattatori” del Pdl che si sono incontrati sabato a Pavia alla presenza di Alfano. Nella giornata (dove non è mancata una contestazione di ex-An che accusavano i loro amici di partito di essere rottamatori “per finta”) Federica si è detta contraria alla candidatura di Fede in Parlamento: “Ho letto che Emilio Fede vorrebbe concludere la sua vecchiaia da parlamentare: mi promettete che non lo metterete in lista?” la sua richiesta. Alfano ha glissato (“le liste saranno controllate”) ma comunque l’ex direttore del Tg4 se l’è legata al dito.

Ieri ha twittato ai suoi tremila follower: “Chiedo a voi di rispondere alla ragazza del Pdl che dice no Emilio in parlamento… ha ragione?”. La domanda ha scatenato un inferno di battute, prese in giro, commenti, al punto che “Emilio Fede” è presto finito tra i temi caldi del social network.

Fede fa parte di una storia buia che vogliamo dimenticare al più presto” twitta Emiliano; “Tranquilla Federica, i formattatori non lo permetteranno” aggiunge Alessandro; “Quasi quasi comincio a seguire Emilio Fede su #twitter, gli errori grammaticali e l’odore di muschio che emanano i suoi tweet sono il top” un altro commento (sono pochi quelli rifer ibili).

La tenzone, nella serata, si è trasferita dal social network alle onde radio, naturalmente sulle frequenze di Radio 24, a La Zanzara. Ospite di Parenzo e Cruciani, Emilio Fede rincara la dose. Dice alla blogger “bambina mia devi crescere”, anche perché “tu non sei nessuno, io sono un personaggio storico”. Dovrebbe, Federica, smetterla di essere “razzista” con gli anziani” – Fede ha 82 anni – anche perché, “mica tutti la pensano come te, se così fosse dovrei buttarmi dalla finestra”. A proposito sono partiti subito dei sondaggi online al ritmo dell’hashtag #mibuttodallafinestra. I risultati si annunciano bulgari.

Il Fatto Quotidiano, 29 maggio

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