Largo ai giovani nelle cariche apicali. L’esperienza? C’è tempo: se la faranno. Davide Zagonara, faentino di 33 anni, è stato nominato amministratore delegato di Aser (Azienda Servizi Romagna), srl che si occupa di onoranze funebri, totalmente controllata da Ravenna Holding Spa.

 

Zagonara, referente comunale dell’Idv, ha il diploma di geometra (gli mancano ancora 2 esami alla laurea in ingegneria) e l’unico incarico lavorativo che ha ricoperto in vita sua è – dato che emerge dal cv pubblicato in rete – quello di dirigente dell’area comunicazione e marketing del club atletico Faenza pallacanestro e arbitro di basket. Guadagnerà, per iniziare, 35 mila euro all’anno.

 

Questa sola credenziale è bastata a farne l’ad di un’azienda dal capitale sociale di 675 mila euro, nella cui proprietà sono presenti, attraverso proprie aziende, i Comuni di Ravenna, Faenza e Ferrara. Aser ha cominciato ad operare, rilevando il ramo d’azienda da Hera, dal 1° luglio 2006. Dal 1° gennaio 2007 la società è presente anche a Faenza attraverso una propria agenzia, creata acquisendo la Sot di Hera.

 

Da gennaio 2012 il controllo della srl è passato al socio unico Ravenna Holding, un colosso che vanta un capitale sociale di 418.750.060 euro e detiene le principali partecipazioni delle società operative delle amministrazioni comunali. In particolare, dispone di azioni e partecipazioni nelle spa Romagna Acque, Hera, Start Romagna, Azimut, Sapir, Ravenna entrate e nelle srl Ravenna farmacie e l’Aser, appunto.

 

 Il Comune di Ravenna è l’azionista principale della holding con l’83,48% delle azioni, seguono Cervia con il 10,92% e Faenza con il 5,60%.

 

 Non pochi si sono chiesti com’è finito Zagonara, con il suo magro retroterra di esperienze sul campo, ai vertici di un ramo aziendale. Silvia Bandini, ex consigliere comunale dell’Idv faentino, lo spiega consegnando le sue dimissioni al partito. “È con grande sorpresa e rammarico  – dichiara – che sono venuta a conoscenza dell’assegnazione, su indicazione del sindaco di Faenza, del ruolo di ad di Aser a Davide Zagonara. In questo momento di grave crisi del sistema partitico, ogni operazione di questo tipo deve rispondere a logiche ferree di competenza, meritocrazia e opportunità”. “La mia azione politica – continua Bandini – è sempre stata incentrata sul rifiuto di qualsiasi logica che porta all’occupazione sistematica di poltrone non in base alle necessità e a una visione, ma semplicemente in base all’appartenenza politica”.


 

Non manca l’ironia nell’attacco dell’ex dipietrista: “Sicuramente il sindaco, grande amante dello sport, avrà apprezzato il “ricco” curriculum di Zagonara, da sempre diviso tra gli impegni dello studio e la frequentazione delle palestre di basket femminile, in qualità di arbitro e addetto alle pubbliche relazioni”.

 

“Di cosa stiamo parlando dunque? –conclude Bandini. Di come amministrare nell’interesse collettivo un servizio fondamentale, o piuttosto di come remunerare un piccolo funzionario di partito e di conseguenza il partito stesso, utilizzando soldi che dovrebbero essere destinati a ben altro? La nomina di Zagonara è chiaramente frutto di un accordo pre-elettorale con il Pd: Gabriele Rossi (coordinatore Idv per la provincia di Ravenna e presidente del consiglio provinciale ndr) ha fatto il nome di Zagonara al sindaco di Faenza e lui a sua volta l’ha proposto a Elio Gasperoni, presidente di Ravenna holding”.

 

 I soggetti chiamati in causa da Silvia Bandini si smarcano da ogni accusa, difendendo la validità del nuovo assunto e illustrando, come Rossi, una loro visione della cosa pubblica: “Non vogliamo nasconderci dietro un dito – afferma il coordinatore Idv  – Esiste nelle amministrazioni la consuetudine che alcuni ruoli nelle partecipate vengano riservati a esponenti della maggioranza. Io l’ho appreso quando ho iniziato a fare politica, a 50 anni. Nonostante ciò il ragazzo (Zagonara ndr) è serio, preparato e affidabile: pondera, sa lavorare in gruppo, si sa sacrificare. Certo è giovane ma, come per tutti i giovani, se aspettiamo che facciano esperienza arrivano ai 60 anni e non ne hanno ancora fatta. Poi se per il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci va bene come assessore alla sicurezza Martina Monti, che ha 24 anni, può andare bene anche Zagonara all’Aser”.

 

Poco importa dunque se il rampollo dei dipietristi “non ha esperienze in settori specifici” come ammette il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi.

 

La mancanza della laurea pare essere poi l’ultimo dei problemi: “Nel novembre scorso – spiega Gasperoni di Ravenna holding – abbiamo discusso con il Comune di Faenza sulla sua entrata nella compagine sociale della nostra azienda e in quell’occasione ho conosciuto Zagonara. È una persona giovane che riteniamo possa avere qualità per svolgere quel ruolo. Per fare l’imprenditore bisogna avere caratteristiche adatte e la laurea non è l’elemento discriminante. A ciò si aggiunga -prosegue il presidente della holding ravennate – che il compenso che è stato fissato per la nuova figura dell’amministratore delegato, prima non presente, è di molto inferiore ai 65 mila euro guadagnati dal direttore generale Pier Luigi Martini, che rimarrà in carica fino al 9 giugno.

 

 L’onorevole Silvana Mura, segretario regionale dell’Idv, sceglie invece la via della delega: “Ho appreso dai giornali della nomina di Zagonara. Lo conosco poco, ma immagino che Rossi e il sindaco di Faenza abbiano deciso bene, sulla base di un curriculum di tutto rispetto”. “Quanto alla laurea quella non credo debba essere un requisito necessario: io, con il diploma in ragioneria, mi sono affermata come imprenditrice”.

 

 Insomma questo Zagonara piace, ma non a tutti. La lista civica faentina Fatti sentire non risparmia i suoi strali all’amministrazione comunale: “Non cambia mai nulla: questa giunta si dimostra maneggiona e clientelare come quelle che l’hanno preceduta e continua ad autorizzarsi a eseguire nomine che non tengono minimamente conto dei curriculum dei candidati”.

 

“Quando ci eravamo opposti alle ‘grandi manovre’ attorno ad Azimut e Ravenna Holding – conclude Maurizio Montanari, capogruppo della lista, avevamo assolutamente visto giusto: per l’ennesima volta si è andati a gestire un ufficio di collocamento politico, proprio mentre la città è alla canna del gas e si trova a dover pagare l’Imu più alta della regione”.