Più di 95mila segnalazioni di sprechi e inefficienze giunte sulla sezione dedicata sul sito governo.it. La richiesta dell’esecutivo ai cittadini di contribuire anche loro alla spending review ha riscosso un notevole successo: in una settimana, migliaia di messaggi, con una media di uno ogni due secondi e con un flusso costante, anche di notte.

I comparti messi maggiormente sotto la lente d’ingrandimento sono sanità, enti locali, auto blu, tetti agli stipendi, risparmio energetico, consulenze e pensioni d’oro. Per ora sono passati al vaglio del gruppo di lavoro messo in piedi da Palazzo Chigi circa il 20 per cento dei messaggi. I dati, seppure parziali, rivelano molti aspetti interessanti: i cittadini segnalano soprattutto i privilegi legati allo status professionale ma alcuni non si limitano alla denuncia e lanciano anche proposte. “Perché non viene fissato il rimborso elettorale a 35 centesimi di euro, ivi compreso il contributo ai propri organi di informazione per ogni voto valido assegnato?” Oppure: “Il mio suggerimento è quello di obbligare tutti i dipendenti delle amministrazioni a viaggiare con i mezzi pubblici”. Altri chiedono di utilizzare software open source oppure descrivono dettagliatamente le modalità attraverso cui risolvere problemi comuni alle istituzioni: l’assenteismo, i consumi energetici troppo elevati, il dilagare degli incarichi consulenziali.

Da Palazzo Chigi la notizia è accolta con piacere: “La partecipazione degli italiani al progetto di revisione della spesa pubblica è stata particolarmente elevata e dalle numerose mail giunte vi è un sollecito al governo a intervenire in modo tempestivo per cancellare le inefficienze”. Poi nel comunicato dell’esecutivo si passa a una analisi sui suggeritori: “A scrivere sono in prevalenza cittadini, e tra questi molti giovani, ma anche dipendenti delle pubbliche amministrazioni e liberi professionisti, ricercatori, professori universitari, oltre a imprenditori, associazioni di categoria, enti no-profit, think-tanks”. Sui contenuti invece: “Le mail dei cittadini -spiega l’ufficio stampa di palazzo Chigi- si dividono in due grandi categorie: quelle specifiche, che segnalano sprechi circoscritti a singole amministrazioni o enti pubblici, spesso enti locali, e quelle che invece intervengono su grandi temi di interesse pubblico – come la sanità. Tra tutti, il tema che ricorre più frequentemente nei messaggi ricevuti riguarda i costi della politica“.

Nell’analisi spunta anche l’ipotesi di una vera e propria organizzazione di molti segnalatori: “Circa 1/6 dei messaggi contengono il medesimo testo e, quindi, ciò lascia pensare a una campagna organizzata. Nei prossimi giorni -informa in conclusione il comunicato della presidenza del Consiglio- il gruppo di lavoro porterà a compimento l’analisi e lo scrutinio dei dati, con due obiettivi: redigere e diffondere un rapporto organico di tutti i messaggi ricevuti e, soprattutto, inviare alla task force di Enrico Bondi e ai ministeri interessati le segnalazioni, per agevolarne il lavoro”.