Il declassamento della Spagna da parte di Standard & Poor’s pesa sull’euro, che apre in calo a 1,3171 dollari e 106,39 yen. Madrid è passata da “A” a “BBB +” per quanto riguarda il debito sovrano a lungo termine, mentre per quello a breve è stata declassata da “A1” a “A2“. Le motivazione di questa bocciatura risiede nel timore che il Paese iberico debba ricorrere ad ulteriori indebitamenti per soccorrere il proprio sistema bancario. L’agenzia prevede una crescita negativa per la Spagna dell’1,5 per cento per il 2012. La stessa agenzia di rating ha ridotto anche la valutazione sul debito a lungo termine di Fiat spa da che passa  da “BB” a “BB –“. L’outlook rimane stabile, mentre nel breve termine è il titolo è confermato a “B“.

Le Borse. Apertura in deciso ribasso per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che cede l’1,7 per cento a 14.265 punti e l’All Share che lascia sul terreno l’1,57 per cento a 15.281, ma si riprende e arriva in chiusura all’1,85 per cento. Negative in prtenza anche tutte le più importanti piazze europee: Parigi perdeva l’1’16%, Madrid il 2,21%, Zurigo lo 0,46%, Amsterdam il 2,13%, Francoforte l’ 1,15%, Atene lo 0,12% e Londra lo 0,61%. Ma si risollevano in gran parte, riprese di misura Parigi +1,25%, Madrid +1,22% e Francoforte +0,87%. Continuano negative solo Atene e Amsterdam. 

Sul fronte dei titoli profondo rosso per Fondiaria Sai -6,83%, Unicredit -3,65%, Banca Popolare di Milano -2,63%, Intesa -2,62% e Telecom -2,46%. I titoli in rialzo invece sono Milano Assicurazioni +4,08%, Unipol +1,19% e Pirelli +0,71%, mentre Cucinelli debutta e guadagna il 32% in 45 minuti.

Intanto da oltreoceano la Bank of Japan ha varato nuove misure di alleggerimento quantitativo per stimolare l’economia e combattere la deflazione. L’istituto ha aumentato il proprio programma di acquisto di asset di 5 mila miliardi di yen, pari a 62 miliardi di dollari, portandolo a 70 mila miliardi di yen complessivi. I tassi di interesse sono stati lasciati al minimo storico tra lo zero e lo 0,1 per cento.

Lo spread. Anche lo spread ha aperto sopra quota 390 (393) ed è schizzato a 411, per poi scendere a 393.