“Non rispondo io, dovete chiedere al sottosegretario che credo abbia già fatto le opportune verifiche”. Gennarino Tozzi, condirettore generale di Autostrade per l’Italia oggi a Bologna per il vertice sulla frana di Ripoli riattivata dagli scavi per la Variante di valico, risponde così alla domanda de ilfattoquotidiano.it. La vicenda è quella che riguarda l’ingegner Franco Braga, consulente di parte della società dei Benetton, nella vicenda che riguarda il paesino messo a rischio dai movimenti franosi dovuti agli scavi di una galleria. Braga, oltre a lavorare per Autostrade è infatti anche sottosegretario alle politiche agricole nel governo di Mario Monti.

Sul conflitto di interessi (che non sussiste in termini legali ma in termini di opportunità), Braga era stato interpellato dal nostro giornale nelle scorse settimane e si era difeso. “All’Antitrust mi hanno detto, non ancora per iscritto, che se avessi avuto consulenze che avevano attinenza con l’agricoltura, avrei dovuto lasciarle. Ma non ravvisavano conflitti di interessi con la mia attività di ingegneria”.

Tuttavia il committente principale dell’opera, in concessione alla società privata Autostrade, è proprio lo Stato tramite Anas. Inoltre oggi il Prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, ha parlato di un maggiore coinvolgimento degli organi governativi nei controlli sui danni provocati dai lavori.

Proprio per questo corto circuito che potrebbe crearsi – un governo che controlla una società in cui lavora un suo membro – durante la conferenza stampa il Fatto quotidiano ha chiesto risposte a Tozzi. “Le persone valgono per il loro curriculum”. Poi ha detto: “Noi guardiamo abbiamo professionisti di altissimo profilo al tavolo, non se hanno o meno un conflitto di interessi nella misura in cui sono stati scelti prima”. E alla obiezione che Braga è diventato consulente in tribunale su Ripoli dopo la nomina a sottosegretario, ha ribattuto: “Se segue la vicenda la segue a tutto tondo, non è che mi metto a fare duecento consulenti”.

Intanto gli scavi della galleria per la variante di valico vanno avanti, nonostante la frana causata dai lavori stia accelerando e abbia fatto muovere anche il viadotto della vecchia Autosole. L’unica concessione che farà Autostrade per l’Italia, autonomamente, è che allungherà la sosta pasquale per procedere a controlli più approfonditi. Una specie di beffa per i cittadini della frazione montana del bolognese alle prese da oltre un anno con sgomberi, case pericolanti e crepe ovunque.

Il vertice di stamane convocato dal prefetto Tranfaglia, era scaturito dal voto del consiglio regionale dell’Emilia Romagna che aveva dato mandato alla giunta di fermare gli scavi almeno fino a che le perizie della Procura non avessero dato ulteriori risposte, visto che sull’opera indaga anche la magistratura.

Oggi il prefetto l’unico che potrebbe fermare i lavori, sentiti a lungo i pareri di tutti i tecnici, ha ritenuto che “non ci siano rischi immediati per l’incolumità delle persone” e che quell’ordinanza di stop non può farla. E la Regione, rappresentata dall’assessore alle infrastrutture Alfredo Peri ne ha preso atto. Autostrade, tuttavia, ha accettato un piccolo sacrificio. Una pausa delle frese, ma non più lunga di un mese e ancora tutta da organizzare.

Cosa succederà ora? Autostrade dovrebbe di allungare le ferie per la Pasqua agli operai. Di quanto le prolungherà non è chiaro, lo stop ai lavori nell’imbocco sud della galleria val di Sambro dovrebbe durare tra una e quattro settimane. Sarà quello il tempo che i tecnici si prenderanno per nuovi monitoraggi caldeggiati da Tranfaglia. Autostrade inoltre intervallerà maggiormente gli scavi tra le due canne per rendere meno forti i movimenti. Da una distanza di 70 metri si dovrebbe passare a uno stacco di 100-120 metri, ha detto Gennarino Tozzi che per Autostrade è a capo dei lavori per la Variante di valico.

Il prefetto ha anche parlato di un coinvolgimento più diretto del governo nella questione di Ripoli e ha detto anche di aver informato della vicenda il capo della protezione civile, Franco Gabrielli. Questo, ha detto il prefetto, “in modo che i controlli siano al più alto grado possibile”. Saranno infatti coinvolti istituti nazionali governativi come l’Ispra, l’Istituto nazionale per la protezione e la ricerca ambientale. I loro tecnici, insieme a quelli regionali e a quelli del collegio nominato alcuni mesi fa, dovrebbero fare le verifiche quando Autostrade darà le ferie pasquali ai suoi operai. “Ho richiesto questi controlli più approfonditi proprio per venire incontro alle perplessità dei cittadini che rispetto”, ha spiegato il prefetto Tranfaglia.

La vicenda della frana di Ripoli, riattivata dagli scavi per la Variante di valico, ha visto negli ultimi giorni diversi colpi di scena. Il più importante e’ stato il documento dei geologi della Regione Emilia Romagna che venerdì scorso con una lettera all’assessore alla difesa del suolo, Silvia Gazzolo, avevano segnalato un aumento della velocità del movimento franoso e soprattutto lo spostamento dei piloni della vecchia Autostrada del sole.

L’arteria stradale più importante e trafficata d’Italia infatti sovrasta con un gigantesco viadotto proprio il paese di Ripoli. I pilastri, come documentano i misuratori si sarebbero mossi. Gennarino Tozzi di Autostrade prima aveva affermato di non sapere nulla poi, messo di fronte all’evidenza, aveva detto che quel movimento rientrava nel margine di un “errore di misurazione”.

Nel frattempo sempre nei giorni scorsi, una nuova famiglia di Ripoli, frazione di San Benedetto val di Sambro, stata sgomberata dalla propria casa con la motivazione un po’ beffarda di una casa messa in pericolo “dalle copiose nevicate”, e non degli scavi. In verità proprio la neve delle scorse nevicate potrebbe avere incentivato l’accelerazione.

Oggi durante il vertice quegli stessi geologi che hanno stilato il rapporto che denunciava il movimento dei piloni e l’accelerazione della frana, avrebbero detto che non c’è pericolo immediato per l’incolumità delle persone. I cittadini, non chiamati in causa ancora una volta, registrano l’ennesimo disinteressamento ai loro destini. “Il loro obiettivo è non fare ammazzare nessuno”, si sfoga Marco Ricci del comitato dei ripolesi che lottano perché qualla galleria sia fermata. “Ma andando avanti di questo passo il paesino sarà tutto sgomberato, casa dopo casa. Evidentemente Autostrade ha più potere di un consiglio regionale che è stato eletto dai cittadini”.