I suoi resti sono stati identificati a 64 anni dalla morte, avvenuta nel 1948. E per Placido Rizzotto, sindacalista socialista della Cgil ucciso dalla mafia nel 1948, alcuni esponenti politici, da sinistra a destra, oggi chiedono i funerali di Stato.

L’iniziativa è partita da Twitter e a proporla sono stati il presidente degli europarlamentari Pd, David Sassoli (“Anche a distanza di tanti anni, la nostra Repubblica ha il dovere di non dimenticare coloro che si sono battuti per la legalità”, ha scritto online) e Cesare Damiano, capogruppo Pd nella Commissione Lavoro della Camera, che sul suo blog ha ribadito la necessità di rendere onore al sindacalista. “Rizzotto – scrive il deputato – voleva difendere la legalità e la dignità di chi voleva lavorare, senza per questo essere costretto ad abbassare la testa ai soprusi di chi voleva disporre delle vite dei lavoratori a suo piacimento. Oggi più che mai la sua figura è attuale e credo sia giusto che lo Stato italiano ne celebri la memoria. Per questo ringraziamo la polizia e la magistratura che a distanza di anni hanno continuato testardamente a perseguire la verità”.

Anche Walter Veltroni affida la sua adesione al sito di microblogging, dove lancia un appello anche al Quirinale e al premier: “Al Presidente Napolitano e al Presidente Monti – scrive- : Funerali di Stato per Placido Rizzotto. Per dire che anche lo Stato non dimentica”. A lui si aggiunge il deputato Beppe Giulietti, portavoce di Articolo21, aderisce alla proposta e scrive in un post per il Fatto.it: “Mai come in questo momento serve recuperare la memoria ed il rispetto nei confronti di chi è stato ammazzato per non aver accettato di levarsi il cappello davanti ai cosiddetti ‘Uomini d’onore’ che, ieri come oggi, hanno sempre e solo disonorato l’Italia. I funerali di Stato sarebbero non solo un omaggio dovuto a Placido Rizzotto, ma anche un riconoscimento a quanti, come lui, hanno perso la vita contrastando le mafie di ogni natura e di ogni colore”.

La Cgil siciliana ha inoltre proposto che ogni comune d’Italia invii una pietra tipica del luogo di provenienza per costruire la sua tomba a Corleone. “Vogliamo dare il segno – dice Mariella Maggio, segretario del sindacato – di un paese unito nella lotta contro la mafia, che si stringe attorno a un suo martire” e ricorda chi “ha lavorato alacremente facendo coincidere la conferma sui resti con l’anniversario dell’uccisione di Rizzotto da parte della mafia. Oggi è una giornata importante – ha aggiunto – sia perchè finalmente Placido Rizzotto potrà avere degna sepoltura, sia perchè è stato restituito alla Sicilia onesta un importante simbolo della lotta e del sacrificio contro la mafia”, auspicando che “su questo e sugli altri misteri che ancora avvolgono i delitti di mafia ci possa essere presto definitiva luce”.

E la proposta dei funerali di Stato ha raccolto adesioni anche nel centrodestra. Ad accoglierla è stato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera che ha dichiarato: “Negli anni ’40 c’era una feroce mafia agraria che difendeva con la violenza il latifondo. Il sindacalista socialista Placido Rizzotto fu ucciso mentre conduceva una battaglia che era insieme di libertàe per importanti valori sociali”. E, ha concluso, “è giusto che egli riceva dopo tanti anni il riconoscimento dello Stato”.