La notte di Capodanno appena passata è stata peggiore dell’anno scorso: è di due morti e 595 feriti (di cui 76 minori di 12 anni) il bilancio complessivo degli incidenti legati ai festeggiamenti di San Silvestro. A renderlo noto e’ il dipartimento della pubblica sicurezza. L’anno passato si erano registrati un morto e 498 feriti. Il tutto nonostante i divieti di sparare botti e le ordinanze emesse contro i fuochi d’artificio, in molte città italiane. Nell’attività di prevenzione, le forze di polizia hanno arrestato o denunciato in tutto il paese 437 persone. Sono stati inoltre sequestrati quasi 1.200 lanciarazzi, 8 armi comuni da sparo, oltre 157 munizioni, oltre 64 tonnellate di manufatti pirotecnici, quasi 3 tonnellate di polvere da sparo, oltre 8,5 tonnellate di prodotti esplodenti artigianali e più di 11.000 detonatori.

A Roma sono state 72 le persone ferite e 1.400 le chiamate al “113”.  Un 31enne è morto e una bambina di 4 anni è rimasta gravemente ferita nell’esplosione di alcuni fuochi di artificio in un appartamento al primo piano nel quartiere San Basilio. La tragedia si è consumata intorno alla mezzanotte quando l’uomo, secondo le prime ricostruzioni della polizia e dei vigili del fuoco, avrebbe tentato di accendere un petardo all’interno per poi affacciarsi al balcone: l’esplosione anticipata avrebbe provocato una sorta di effetto a catena, innescando l’esplosione dagli altri botti presenti in casa. In quel momento, nell’appartamento, a festeggiare il nuovo anno c’erano non meno di una quindicina di persone: oltre alla bimba di 4 anni, ricoverata al “Bambino Gesù” con ustioni su tutto il corpo, sono rimasti feriti in modo abbastanza serio un bimbo di 12 anni e in modo fortunatamente lieve una bimba di appena 9 mesi, una 50enne e tre uomini rispettivamente di 47, 28 e 17 anni. Una curiosità: lo stabile, al civico 29 di via Luigi Gigliotti, è lo stesso nel quale alcuni giorni fa i poliziotti avevano trovato 30 chili di fuochi illegali di produzione cinese nascosti sotto la cabina elettrica del vano ascensore. Mentre un altro maxisequestro, di altri 300 chili di fuochi, era stato messo a segno poco distante.

A Napoli un uomo, Marco D’ Apice, titolare di un ristorante, è morto mentre si accingeva a far esplodere alcuni botti. Marco D’ Apice, 38 anni, è arrivato cadavere all’ospedale “San Giovanni Bosco”, accompagnato dal cognato, con una profonda ferita alla bocca, rimasta tumefatta e senza denti. Il fatto è accaduto a Casandrino, nello spiazzo davanti il ristorante “Villa Alexus” in via Borsellino. D’Apice era in compagnia di altre persone e si accingeva ad accendere fuochi d’artificio per festeggiare l’anno nuovo, quando, secondo il racconto fatto dal cognato, improvvisamente si è accasciato al suolo. La polizia, durante il primo sopralluogo, ha repertato più di cinque bossoli calibro 7,65 sul posto. L’uomo abitava a Napoli, in via Nicola Nicolini. Non si esclude alcuna pista investigativa, compreso un incidente legato all’abitudine di sparare in aria in occasione del Capodanno.

Nella città campana sono stati 124 gli interventi dei vigili del fuoco per la notte di Capodanno, dalle 20 di ieri sera alle 8 di questa mattina. La maggior parte di questi, circa 80, sono legati all’uso sconsiderato dei botti legali e non. Auto, garage, appartamenti sono stati devastati o distrutti per lo scoppio di petardi. In particolare, in viale Raffaello, un uomo, Giorgio Bennato, 62 anni, è stato ricoverato e medicato per trauma cranico e ustioni agli arti inferiori, con prognosi di guarigione per 8 giorni, dopo che un bengala, che stava sparando dal balcone, ha invece incendiato l’appartamento, distrutto per intero. A Portici il fuoco generato dall’esplosione di botti ha devastato la stanza da letto di un appartamento al secondo piano di via Rocca Libertà un quarto d’ora dopo la mezzanotte. A Torre del Greco, grosso centro dell’hinterland vesuviano, fuochi d’artificio hanno incendiato un ciclomotore parcheggiato nell’androne di un palazzo in via San Gennariello, e il fumo denso sprigionato dal rogo ha intossicato 12 persone, soccorse da personale del 118 allertato dai poliziotti di una volante che hanno anche provveduto a spegnere le fiamme con un estintore. In totale sono state 111 i feriti in tutta la regione campana.

A Milano il divieto di sparare fuochi tra le 23.30 e le 24.30 ha visto ridurre i feriti che sono stati 5, decisamente meno dell’anno scorso quando erano stati 11. A Taranto sono stati 10 i feriti. Due giovani di 24 e 30 anni sono in prognosi riservata per lesioni al volto e rischiano di perdere la vista. Un militare di 23 anni ha subito l’amputazione della mano destra, mentre un ventenne ha riportato un trauma all’occhio sinistro e ustioni di secondo e terzo grado al volto. Altre sei persone hanno riportato ferite giudicate guaribili tra i 7 e i 10 giorni. A Pescara sei feriti, di cui uno grave. Un uomo di 48 anni ha avuto la peggio per la lesione da scoppio riportata al bulbo oculare sinistro con la frattura dell’orbita di sinistra. A Firenze, dove il divieto di sparare i botti non era stato imposto dal sindaco Renzi che si era rimesso al buon senso dei suoi concittadini, i feriti sono stati solo 8 tutti lievi. A Catania una decina di contusi, 3 dei quali da arma da fuoco, e a Palermo dieci cassonetti e un auto sono stati dati alle fiamme.