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Ustica, il gip di Roma non archivia l’inchiesta e dispone nuove indagini: “La Francia consegnerà nuovi documenti”

La decisione arriva dopo la revoca della richiesta di archiviazione da parte della Procura, alla luce della disponibilità della Francia a trasferire all’Italia la documentazione ancora disponibile sulla strage. I famigliari delle vittime: "Verificare la pista della bomba a bordo"
Ustica, il gip di Roma non archivia l’inchiesta e dispone nuove indagini: “La Francia consegnerà nuovi documenti”
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La Procura di Roma continuerà a indagare sulla strage di Ustica. Il giudice per le indagini preliminari Livio Sabatini ha restituito ai pubblici ministeri gli atti sul procedimento per i fatti del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 dell’Itavia precipitò nel mar Tirreno causando 81 morti, e disposto nuove indagini. La decisione arriva dopo la revoca della richiesta di archiviazione da parte del procuratore capo Francesco Lo Voi, alla luce della novità delle ultime ore: la Francia è pronta a consegnare all’Italia la documentazione ancora disponibile sulla tragedia.

L’ordinanza riguarda due procedimenti contro ignoti. Il primo ipotizza l’omicidio volontario plurimo e si basa sull’ipotesi è che la caduta dell’aereo sia stata determinata intenzionalmente. Nel secondo il reato ipotizzato è la distruzione di beni dello Stato con finalità di attentato alla sicurezza dello Stato. La Procura aveva chiesto l’archiviazione dei due procedimenti nei primi mesi del 2024. Le parti offese avevano presentato opposizione. Nel frattempo, il procedimento è arrivato davanti al gip con udienze e memorie delle parti, fino a quando Lo Voi ha comunicato di voler ritirare la richiesta. “L’ammissibilità della revoca è la soluzione più ragionevole, favorendo un auspicato celere approfondimento investigativo onde pervenire all’ultimazione della fase processuale dei due procedimenti penali con la conferma della richiesta di archiviazione ovvero con l’esercizio dell’azione penale”, sottolinea il gip nell’ordinanza.

Al centro della decisione c’è una nota verbale dell’Ambasciata di Francia del 14 settembre scorso, prodotta dalla Procura durante l’udienza. Il documento conferma, si legge nell’ordinanza, “l’accordo delle autorità francesi” a trasferire, su richiesta italiana, agli Archivi dello Stato tutta la documentazione relativa alla tragedia trasmessa dalla Francia tra il 1981 e il 1994. Il materiale indicato da Parigi comprende due documenti trasmessi dal ministero della Difesa francese a quello italiano, rispettivamente nel 1986 e nel 1990, e nove file informatici corrispondenti a cinque documenti redatti dall’Ambasciata di Francia a Roma tra il 1981 e il 1994.

L’Ambasciata francese precisa che le autorità di Parigi non sono a conoscenza di alcuna richiesta di mutua assistenza giudiziaria ancora pendente sul caso Ustica e invita le autorità italiane a indicare eventuali richieste che risultassero inevase. “Sarebbero molto grate alle autorità italiane di precisare se, da parte loro, dovessero individuare richieste in sospeso”, si legge nel provvedimento. La Francia, inoltre, precisa che due dei documenti indicati nella nota sono già stati trasmessi nel 1986 e nel 1990 dal proprio ministero della Difesa a quello italiano. E, sottolinea il gip, “si esclude espressamente qualsiasi pregressa resistenza nel fornire l’assistenza giudiziaria”. Nell’ordinanza, Sabatini rileva che i pm hanno ravvisato la necessità di esplorare una “nuova ipotesi investigativa emersa con l’apertura della Francia nel fornire i documenti utili per le indagini”.

“Siamo soddisfatti. Siamo riusciti a garantire la possibilità che si indaghi anche sulla pista terroristica della bomba a bordo”, ha detto l’avvocato Gregorio Equizi, difensore di Giuliana Cavazza, figlia di una delle vittime e presidente dell’Associazione per la verità sul disastro aereo. “Non si dimentichi quanto è avvenuto pochi anni dopo la strage di Ustica per il volo Pan Am esploso sopra Lockerbie” (dove nel 1988 un Boeing 747 della Pan Am esplose in volo sopra la cittadina scozzese, provocando 270 vittime), ha aggiunto il legale, collegando il precedente all’ipotesi di un attentato.

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