Un regalo per Monti? “Un vaso di pazienza”. Il bunga bunga? “Solo un invito a ballare dopo cena”. Le risate di Merkel e Sarkozy sull’Italia? “Una montatura dei media”. L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non smentisce se stesso e in un’intervista a Paris Match in edicola domani ripercorre i suoi cavalli di battaglia con qualche incursione nel presente.

Gli ultimi mesi ”sono stati un periodo faticoso e pesante. Sono rimasto soprattutto molto frustrato dal dover consacrare tanto tempo e attenzione per far fronte a un’aggressione giudiziaria e mediatica indegna, che si basa sulle menzogne, quando avrei dovuto concentrare tutta la mia energia alla lotta contro la crisi”, spiega l’ex premier. Alla domanda se tema la condanna in uno dei cinque processi attualmente in corso contro di lui, Berlusconi risponde: “Questi processi riposano sul nulla, come gli altri ventisei processi che si sono conclusi con il mio proscioglimento dopo 2590 udienze. Sono sicuro che verrò prosciolto, come sempre, nonostante l’accanimento”. Del resto, “una parte della magistratura italiana, minoritaria ma molto determinata – sottolinea ancora l’ex premier – ambisce a esercitare un ruolo politico per cambiare l’Italia secondo la sua ideologia di sinistra”. “Aggiungo che l’azione di questi magistrati militanti si è intensificata quando ho cominciato a lavorare su una riforma della giustizia, che gli avrebbe portato pregiudizio”, dice ancora Berlusconi.

E cosa vorrebbe regalare all’attuale premier Mario Monti? ”Un grande vaso pieno di pazienza”, ha risposto il Cavaliere aggiungendo che la pazienza, “è una virtù fondamentale quando si vuole cercare di governare l’Italia. L’ho imparato tante volte a mie spese”. Un riferimento forse a ieri sera quando Monti ha perso il proverbiale aplomb e ha criticato i partiti chiedendo: “Se non servivano i professori perché questa manovra non l’avete fatta voi? La verità è che ci avete chiamato perché eravate paralizzati” (leggi). Nulla in confronto alle sfuriate con i media tipiche di Berlusconi che per il futuro rivendica ancora un ruolo di “padre nobile” del Pdl. ”Smetterò di fare politica quando l’Italia sarà veramente un Paese liberale, garante dei diritti fondamentali e della libertà dei cittadini. Visto che questo giorno non è ancora arrivato, credo che il mio dovere politico debba proseguire”. Altro che “leader in pantofole”, Berlusconi dice di non essersi accorto di “avere più tempo” perché “lavoro sempre altrettanto”. Questa la sua giornata tipo: “Le mie giornate dovrebbero avere 30 ore e non 24. Ho la fortuna di dormire poco. Mi alzo la mattina alle 7:30. In media, ho quindici appuntamenti al giorno e un numero infinito di conversazioni telefoniche. Oltre agli interventi pubblici. All’una di notte ricevo i giornali del giorno dopo: leggo, mi innervosisco e vado a dormire”. “Dopo cinque ore di sonno – spiega ancora Berlusconi – mi risveglio ottimista come sempre”. A Paris Match, l’ex premier conferma tuttavia la sua volontà di non ricandidarsi a Palazzo Chigi: “L’Italia – afferma – ha bisogno di un cambio di generazione. Per me, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha 35 anni meno di me, sarà un notevole presidente del Consiglio. Saprà portare avanti la mia opera. Ha tutta la mia fiducia”.

Su Paris Match c’è spazio anche per una domanda sul bunga bunga che altro non significherebbe se non “andiamo a ballare dopo cena. Tutto il resto è pura invenzione” e per le risatine di Merkel e Sarkozy al vertice di Bruxelles, “un ennesimo colpo montato dai media”. E Gheddafi? ”La sua esecuzione sommaria mi ha colpito e angosciato. La nuova Libia avrebbe dovuto assolutamente evitarla”, ha detto l’ex presidente del Consiglio rivendicando “il trattato di amicizia firmato nel 2008” che continuerà a servire da “punto di riferimento per la cooperazione tra i due Paesi”.