Tutte in calo le principali borse europee, con Piazza Affari che chiude in perdita del 2,84%, con il comparto bancario contrastato. All Share a -2,09%. Dopo una prima parte di mattinata positiva, Unicredit cede il 3,31%, Intesa sp l’1,16%, Mediobanca il 4,47%, Ubi il 4,81%, Mps l’1,92% e Banco popolare il 2,06%. Fonsai (-6,01%), all’indomani del taglio del rating da parte di Fitch, che penalizza anche Generali (-4,91%). Fuori dal paniere principale, in rosso gli altri titoli della galassia Ligresti, Premafin (-3,47%) e Milano assicurazioni (-1,18%).

Il differenziale tra i titoli distato italiani a 10 anni e il Bund tedesco apre a quota 467 e poi sale a 487 punti, mentre ieri lo spread tra i due titoli aveva chiuso 465,7 punti. L’allargamento del differenziale era però annunciato. A indicarne come causa motivi tecnici è stato ieri lo stesso ministero dell’Economia che in una nota diffusa in serata aveva spiegato come “la motivazione, esclusivamente tecnica, è da ricondurre ad un aggiornamento dei sistemi informativi di una delle principali piattaforme elettroniche che fornisce tale informazione al mercato e alla stampa”.

L’Italia ha venduto in asta Btp a 5 anni per 3 miliardi di euro collocandoli ad un tasso del 6,47%. Si tratta del rendimento più alto dal maggio 1997. Le richieste sono state pari a 1,42 volte l’offerta, contro le 1,47 dell’asta di novembre. “La crisi fa fuggire le famiglie italiane da bot e azioni e le spinge sulla liquidità”, secondo i dati Bankitalia. Nel 2010 la quota di ricchezza detenuta in titoli pubblici italiani e in azioni e partecipazioni si è ridotta di quasi l’1% sul 2009, quella in depositi e risparmio postale è invece salita dello 0,2 e dello 0,4%.

Downing Street ha appena reso noto che non contribuirà con 50 miliardi di euro extra al fondo d’emergenza dell’Fmi, ha riferito la Bbc riportando le parole di un portavoce di David Cameron. L’euro perde colpi dopo l’asta sui Btp: la moneta europea passa di mano da 1,3057 a 1,3025 dollari. Tra i listini europei, la maglia nera va a Parigi (-2,37%), Francoforte perde l’1,17% e Londra cede lo 0,74%. In rosso Amsterdam (-0,74%), Lisbona (-0,33%) e Madrid (-0,53%) dopo i dati Eurostat sulla produzione industriale dell’Eurozona che, a ottobre, ha visto una diminuzione dello 0,1% rispetto al mese precedente. Per l’Italia si registra invece un calo mensile dello 0,9% dopo il -4,6% di settembre.

Come già nella notte sui mercati asiatici, sui listini del Vecchio Continente pesa un certo disappunto per le dichiarazioni della Federal Reserve. L’autorità monetaria americana non ha infatti cambiato la politica intrapresa negli ultimi mesi e i mercati speravano invece in nuove misure di stimolo dell’economia Usa. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso soddisfazione per le “importanti misure di risparmio e per le rifome strutturali” decise dall’Italia nei giorni scorsi, intervenendo al Bundestag, il parlamento federale tedesco. Intanto l’Fmi arriverà “in missione” nel nostro Paese la prossima settimana.