Mentre un brivido freddo scorre sulla schiena al pensiero del break up dell’euro o del credit crunch dell’intero sistema dei pagamenti, il pensiero non può non andare ai responsabili di questa situazione e a una naturale richiesta di giustizia e di sanzione, almeno civile e morale! E’ vero: il sistema bancario non può saltare perchè salterebbe l’intera economia, ma ci deve essere un modo per lanciare un segnale inequivocabile di protesta che non sia solo lanciare uova o usare le vernici!

A chi si lamentava dell’impotenza dei consumatori nei confronti dei rialzi generalizzati dei carburanti, Beppe Grillo, se non ricordo male, proponeva anni fa di concentrare su uno solo degli operatori i propri rifornimenti, fino a costringere i concorrenti a diminuire i prezzi. La strategia era ineccepibile perché fondata sul meccanismo della domanda e dell’offerta che regola i mercati e comportava, al massimo, il sacrificio di non rifornirsi dal proprio benzinaio abituale. I social network che altrove scatenano ben altre rivoluzioni, ben potrebbero fungere da mezzo di collegamento e di coinvolgimento in azioni di questo genere.

Sarebbe allora possibile dare una bella lezione alle banche? Tra i vari istituti di credito con cui ho rapporti, ve n’è uno effettivamente diverso: non fornisce assegni perché sono lo strumento tipico di abusi quali lo strozzinaggio, non ha partecipato allo scudo fiscale ritenendolo ingiusto, non ha campato di derivati e quindi non ne ha subito i contraccolpi nel 2008, così come oggi non ha problemi con il portafoglio titoli di proprietà perchè i soldi raccolti li ha sempre usati non per lucrare sui titoli di Stato divenuti poi “tossici”, ma per prestare denaro a chi lo meritava, non solo sotto lo stretto merito creditizio, ma anche per il valore civile ed etico di ciò che con i soldi prestati si intendeva fare.

Parlo ovviamente di Banca Etica, di cui sono anche socio. Sono perfettamente consapevole del fatto che non sempre la sua operatività è sostituibile a quella offerta da altre imprese bancarie, ma se crediamo nella necessità di cambiare paradigma e che la funzione creditizia sia insostituibile, dobbiamo sostenere chi opera in questo senso per costringere anche gli altri a farlo con un messaggio economico inequivocabile, come i dati di raccolta o l’incremento dell’azionariato.

Banca Etica ha uno slogan particolarmente felice e attuale: l’interesse più alto è quello di tutti. Suggerirei loro di potenziare notevolmente l’operatività online in controtendenza rispetto ai concorrenti che si sono sovraccaricati di costose reti di sportelli che finanziamo con il continuo aumento di commissioni e di spread degli interessi.