Herman Van Rompuy

Difendere l’Europa con “tutte le forze” e “rimettere in carreggiata” la Grecia e l’Italia: parola del presidente francese Nicolas Sarkozy, che, prima di annunciare una sua telefonata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha confermato la strategia da seguire per stabilizzare l’economia europea, alle prese con una contingenza sempre più difficile. In tal senso, però, l’Europa da un lato è preoccupata per la mancanza di risposte del governo e dall’altro è soddisfatta per gli sforzi che le istituzioni italiane stanno compiendo in queste ore per assicurare la rapida approvazione delle misure anti crisi.

Sul fronte della ‘preoccupazione’, il portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, ha sottolineato che l’Ue “non ha ancora ricevuto le risposte al questionario” inviato la settimana scorsa per avere chiarimenti sulla “lettera d’intenti” del governo italiano. Tuttavia l’esecutivo continuerà ad aspettare, perché – lo ha detto Bailly – “la fine della settimana in Italia non è venerdì sera, vediamo cosa succede nelle prossime 48 ore”. Il portavoce, inoltre, ha poi precisato che “per ora non è prevista una data per la fine della missione” Ue-Bce iniziata due giorni fa, né è programmato che “si installi definitivamente a Roma” per verificare l’attuazione delle riforme annunciate.

La risposta del governo Berlusconi in tempi brevi, inoltre, è urgente perché – è il ragionamento di Bailly – ”in questo momento è di fondamentale importanza che le autorità italiane approvino il pacchetto di misure nel week end, per mandare un segnale ai partner internazionali e ai mercati”. A prescindere dalla tempistica, il portavoce della Commissione Ue ha assicurato che “nel percorso di attuazione delle riforme saremo al fianco dell’Italia”, il cui pacchetto di misure che verrà presentato sarà “tenuto d’occhio” per vedere “se ulteriori misure saranno necessarie”. Ciò non toglie, però, che lo sforzo delle istituzioni italiane “dimostra la volontà politica di inviare un segnale di fiducia importante ai partner internazionali ed ai mercati, di cui ci rallegriamo” ha detto Bailly, che ribadito come il piano che “ci è stato notificato è un pacchetto sostanziale, contenente molte riforme necessarie all’economia italiana per ripristinare la fiducia e per ridurre il debito ed il deficit nei tempi previsti”.

Le parole di Bailly, del resto, arrivano nel giorno della visita ufficiale del presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, che tra questo pomeriggio e stasera vedrà il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il premier, Silvio Berlusconi. Prima degli incontri istituzionali, tuttavia, Van Rompuy è stato a Firenze – all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto universitario europeo a Fiesole – dove ha espresso il suo parere su quanto sta facendo il Paese. “Davanti all’Italia c’è un vero lavoro da fare, e non ha bisogno di elezioni ma di riforme” ha detto il presidente del Consiglio Ue, secondo cui “è necessario che il Parlamento italiano approvi e dia immediata applicazione alle misure che sono cruciali”. In tal senso, ha detto Van Rompuy, “so che i legislatori italiani, con uno spirito bi-partisan, sono al lavoro per adottare oggi importanti misure che dovrebbero rinsaldare la stabilità, la cui adozione è un passo importante nella giusta direzione, perché contiene le misure che possono riportare l’Italia sul binario, quando saranno applicate, cominciando a riguadagnare la necessaria credibilità”. Per arrivare alla svolta, tuttavia, l’implementazione delle misure “è assolutamente cruciale”, anche perché l’Italia “ha potenzialmente una performance economica alta, ma ha bisogno di sforzi enormi per sbloccarla in modo permanente e strutturale”.

Al momento, invece, secondo la disamina del presidente del Consiglio Ue, “lo stato delle finanze e le prospettive di crescite sono al palo. Oltre l’economia, si tratta di un nuovo contratto politico tra lo Stato e i cittadini italiani, e tra l’Italia e i suoi amici e alleati” perché “un voto positivo sul pacchetto è ciò che si aspettano sia i mercati che il resto dell’Europa”. Van Rompuy, inoltre, ha parlato anche dell’Eurozona, che “non sarà ridotta ad un club selettivo” e per questo si farà di tutto “per tenere uniti i 17 e i 27” Paesi che la compongono.

Nel frattempo, interessanti le parole del direttore del Fesf, Klaus Regling, il quale si è detto soddisfatto della nomina del nuovo premier in Grecia, sostenendo che “quando l’Italia farà altrettanto la situazione dovrebbe migliorare” sui mercati, i quali “detestano l’incertezza”. Il direttore del Fondo salva-Stati Ue, inoltre, ha sottolineato che “l’Italia dispone di poco tempo” per risolvere la crisi politica. Il Fesf, tuttavia, secondo quanto detto dal suo direttore, ha i mezzi per finanziare il nuovo piano di aiuti alla Grecia ma anche all’Italia: “Sui nostri 440 miliardi di garanzie stimiamo che ci resterà, dopo i piani portoghese, irlandese e greco, tra 250 e 300 miliardi di euro”. Saranno per l’Italia? In attesa di risposte, la bozza del nuovo regolamento Ue sulle Agenzie di rating – che sarà presentata martedì prossimo – prevede di sospendere il rating dei Paesi incrisi, in particolare per quelli che “stanno negoziando un programma di assistenza finanziaria internazionale” con l’obiettivo di “stabilizzare la loro economia”.