Per la prima volta nella storia niente esponenti politici sul palco di Capri, dove tra tre settimane si svolgerà il convegno annuale dei giovani industriali. Ad annunciarlo è stato il loro presidente, Jacopo Morelli, che ieri, manifestando una linea conforme a quella espressa nei giorni scorsi anche dalla presidentessa senior Emma Marcegaglia, ha parlato di governo “codardo” che “umilia il Paese”.

L’unico esponente politico ammesso a parlare nell’isola azzurra è il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Per il resto, Confindustria Giovani è composta da “donne e uomini liberi che vogliono contribuire a fare una grande operazione verità”. E la verità è che “gli elettori hanno capito che la demagogia affonda il Paese”. Insomma, la misura dell’insoddisfazione ormai è colma. Tanto che Morelli non ha paura di invocare un cambiamento forte, che passa “per il voto subito”. Niente governo tecnico e di transizione, dunque, ma la parola di nuovo agli elettori. Uno dei nervi scoperti sul quale la delusione è stata più forte è quello delle pensioni: ha vinto ancora il diktat della Lega Nord, con Bossi che ha imposto di non toccarle. E Morelli commenta: “Non è possibile una cosa del genere, non possono condannare i giovani alla povertà futura, ci basta quella presente”.

Un bello smacco per il governo, ma del resto il malcontento del mondo degli imprenditori è palpabile: due giorni fa il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli è stato duramente contestato durante il suo intervento al meeting dell’associazione nazionale dei costruttori. E la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia da tempo insiste: dieci giorni fa aveva lanciato un ultimatum, invitando il governo a “fare le riforme o andare a casa”, e venerdì scorso ha annunciato la presentazione di un Manifesto per salvare l’Italia, i cui contenuti sono stati resi noti proprio questa mattina.

“L’Italia si trova di fronte ad un bivio ed occorre agire in fretta”, c’è scritto in apertura del documento, che individua cinque obiettivi chiave: un intervento sulla spesa pubblica e sulle pensioni, la riforma fiscale per ridurre la pressione, nuove infrastrutture, privatizzazioni e liberalizzazioni.