Fabrizio Saccomanni (a sinistra) con Mario Draghi

Tra poco più di un mese Mario Draghi, attuale governatore della Banca d’Italia, si trasferirà a Francoforte per sostituire alla guida della Bce Jean-Claude Trichet. Il superfavorito a sostituirlo al vertice di palazzo Koch è Fabrizio Saccomanni. Di lui hanno parlato anche il premier Silvio Berlusconi e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano nel corso del colloquio tenuto nel tardo pomeriggio di oggi al Colle. Romano, classe 1942, che a Bankitalia ha fatto buona parte della sua carriera: ha cominciato lì ma soli 26 anni, dopo essersi laureato in Bocconi. Il sistema bancario, dunque, lo conosce bene, ma può vantare anche esperienze internazionali: dal 1971 al 1973 ha lavorato al Fondo Monetario Internazionale, per il quale è stato distaccato a Washington. Rientrato in via Nazionale, nel 1984 è stato il capo del Servizio rapporti con l’estero. Nel 1997 è stato nominato Direttore Centrale per le Attività Estere e in questa veste ha partecipato alle riunioni della Bri (la Banca dei regolamenti internazionali con sede a Basilea) e svolto il ruolo di supplente del Governatore nel Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea. Ha rappresentato il nostro Paese in diversi organismi finanziari internazionali e ha partecipato per l’Italia ai negoziati per la nascita dell’Unione economica e monetaria.

Saccomanni ha anche fatto parte del Comitato dell’Euro istituito dal Governo per gestire la transizione alla moneta unica negli anni a cavallo tra il ’98 e il 2002. Chi lo conosce lo descrive come uomo schietto, di animo allegro e con la battuta pronta. Informazioni che non ha smentito quando, in occasione dell’assemblea di Assonime, (l’associazione delle s.p.a. italiane, ndr), ironizzando sui giudizi di alcuni critici che lo avevano definito “troppo prima repubblica”, ha detto: “Qualche improvvisato mio biografo in questi giorni mi fa apparire più vecchio di quello che sono, ma io sono nato lo stesso giorno di Assonime, il 22 novembre”.