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Aumenti illegittimi degli abbonamenti a Netflix: come aderire alla class action Mdc per ottenere il rimborso

Il Tribunale di Roma ha stabilito che la piattaforma deve restituire fino a 500 euro di abbonamento ai clienti. Per i giudici le clausole dei contratti tra il 2017 e il 2023 sono illegittime perché "vessatorie"
Aumenti illegittimi degli abbonamenti a Netflix: come aderire alla class action Mdc per ottenere il rimborso
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Il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) unisce le forze e avvia una class action contro Netflix. “Aderisci all’azione se sei vittima dell’ennesimo abuso ai danni dei consumatori”, si legge nel messaggio di Mdc che ha costituito un pool di legali per sostenere gli abbonati contro la nota piattaforma di streaming.

Ad aprile il Tribunale di Roma ha stabilito con sentenza immediatamente esecutiva che Netflix deve restituire ai clienti parte dei soldi ricevuti con gli abbonamenti. Secondo i giudici le clausole dei contratti che prevedevano, senza giustificato motivo, l’aumento dei costi tra il 2017 e il 2023 sono illegittime perché “vessatorie” e quindi “nulle“. Per questo Netflix è stata condannata a dei maxi rimborsi collettivi che variano tra i 500 euro, per i clienti premium, e i 250 euro per quelli standard. L’azione era stata promossa dal Movimento Consumatori (MC) contro Netflix Italia. L’aumento dei prezzi deve scaturire da un motivo chiaro e fondato e il consumatore deve essere informato in modo trasparente. Se ciò non avviene, come stabilito dai giudici di Roma, si crea uno squilibrio ai danni dell’abbonato che si trova in balia delle modifiche unilaterali in questo caso della piattaforma.

Mdc ha predisposto un form da compilare online e una email dedicata (classactionmdc@mdc.it) per tutti coloro che vorranno rimanere informati sugli sviluppi e su come e quando Netflix darà i rimborsi. Lo stesso è già stato fatto da Movimento Consumatori con una class action disponibile sul loro sito per tutelare gli utenti coinvolti qualora i risarcimenti non vengano effettuati. Bisogna però tener conto che la piattaforma ha annunciato ricorso contro la sentenza di primo grado.

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