Dal tradizionale appuntamento del Monviso il Ministro delle Riforme e leader della Lega Nord Umberto Bossi ha annunciato: “L’Italia va a picco e lo hanno capito tutti, è chiaro che bisogna preparare qualcosa di alternativo, la Padania”. Poi ha aggiunto: “Si sapeva che sarebbe finita così. Dopo la crisi non c’era possibilità per il Nord di continuare a mantenere ancora tutto il Paese, Roma e l’assistenzialismo del Sud”.

Ma non è l’unica nota antiunitaria del leader del Carroccio, che ai circa cento sindaci arrivati a Pian del Re con indosso le fasce tricolori in segno di protesta contro la manovra, ha risposto facendo il segno delle corna con la mano. E si è anche lasciato sfuggire un “cornuti”.

L’impressione forte è che la Lega si stia smarcando dal resto della maggioranza: ai cronisti che, nel pomeriggio, durante la seconda tappa della festa dei popoli padani a Paesana, nel cuneese, gli hanno chiesto se il governo durerà fino al 2013, il Senatùr ha risposto: “Per adesso tiene, ma il 2013 mi sembra troppo lontano”. Poi è tornato a rilanciare la Padania come modello anti-crisi: “La Padania è fatta di gente che lavora, che non si tira mai indietro, riuscirebbe a resistere anche con l’euro se avesse una sua moneta”. Ma la previsione temporale non piace affatto al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che replica a distanza: “Il governo è stabile, penso che il governo possa arrivare al 2013 e che sia interesse del Paese che ci arrivi al 2013”.

Sulla vicenda di Silvio Berlusconi che oggi ha comunicato attraverso i suoi legali la sua intenzione di non presentarsi dai pm napoletani senza avvocati, commenta: “Beato lui, risparmierà tempo. Se ci riesce…” “A lui piacciono le donne”, aggiunge, e alle insistenze dei giornalisti si fa sfuggire: “le intercettazioni ci sono”.

Nel corso della giornata il leader del Carroccio si è anche soffermato sulla manovra, e in particolare sul tema delle pensioni: “Ci hanno provato più volte ma noi non abbiamo ceduto e alla fine l’abbiamo spuntata. Le pensioni non si toccano”. Manca ancora, invece, “un impegno per i giovani, ma lo stiamo facendo in questi giorni, ne ho parlato con mio figlio Renzo”. Proprio il delfino è al centro di un altro passaggio: “Meno male che Renzo è stato con i nervi saldi”, ha detto il Senatur, dopo aver incoronato il figlio, raccontando che proprio lui – che attualmente ricopre il ruolo di responsabile delle telecomunicazioni della Lega – lo ha invitato alla calma di fronte alle contestazioni in occasione del Giro di Padania: “Se c’ero io facevo più danni, ma mio figlio Renzo è più cauto, è stato bravo”. Il Trota è esplicitamente designato da Bossi come suo erede: “Verrò qui tutti gli anni e dopo di me verrà mio figlio Renzo”. Poi ha aggiunto: “ha 23 anni, bisogna svegliarlo, portarlo in mezzo alla gente e fargli vedere la vita vera”.