Il presidente della Juventus Andrea Agnelli

La Juventus non vuole sentire ragioni. Chiede a gran voce (e da tempo) che le siano restituiti i due scudetti che dichiara di avere vinto sul campo con tutti i meriti del caso. Trattasi dei titoli 2004/05 e 2005/06, che nell’albo d’oro della Lega di serie A sono rispettivamente registrati sotto le voci “revocato” e “Internazionale”. Il secondo è stato assegnato all’Inter, come si dice, “a tavolino”. Scucito dal petto dei bianconeri per via di presunte irregolarità che sarebbero state registrate e messe agli atti nel processo di Calciopoli e depositato nella bacheca dei neroazzurri dal commissario straordinario della Federcalcio in tempesta, Guido Rossi. Qualche settimana fa, la Figc ha respinto il ricorso presentato dalla Juventus perché non c’erano i “presupposti giuridici per la revoca dello scudetto 2006 all’Inter”. Oggi il presidente del club bianconero Andrea Agnelli è tornato alla carica, convocando a Roma una conferenza stampa per far sapere a chi di dovere che la partita non è ancora finita e che la società è decisa ad andare avanti ad oltranza per far valere i propri diritti.

“Abbiamo scelto Roma per questa conferenza perché la Juve è abituata a giocare sul campo le partite, e questa si gioca proprio qui nella Capitale”, esordisce il presidente Agnelli, che aggiunge: “I fatti emersi dal processo di Napoli, esplicati dal procuratore Palazzi, esprimono un’inaccettabile disparità di trattamento. Con l’avvocato Briamonte avevamo già messo in conto il fatto che il Consiglio federale decidesse di non decidere ed eravamo pronti a far fronte a tutto questo”. Tradotto: la Juventus sapeva che la Federcalcio non avrebbe cambiato (o potuto cambiare) le sorti del titolo 2006. E si è mossa per procedere in altre direzioni, senza perdere altro tempo. Perché è convinta delle proprie ragioni e non vuole accettare una soluzione che ritiene profondamente ingiusta.

Il presidente bianconero è un fiume in piena. “Lo scudetto del 2006, che il commissario Guido Rossi ha recapitato all’Inter con atto amministrativo, lo hanno chiamato “lo scudetto degli onesti”, ma a questo punto è “lo scudetto dei prescritti””. Ennesima frecciatina che parte da Torino e raggiunge Milano, sponda Inter. Ma non è finita qui. “La cosa incredibile è che si è dichiarata incompetente la stessa istituzione che ha lapidato la Juventus nel 2006. Lo stesso sistema che oggi è diventato anche garantista. Quello scudetto lo abbiamo vinto sul campo con 91 punti, ma qualcun altro se l’è visto recapitare sulla scrivania. La Juve non teme il confronto ed è aperta al dialogo. Siamo favorevoli a sederci a un tavolo ma solo su una posizione di parità. Per prima cosa ci rivolgeremo al Tnas, poi se necessario andremo avanti”. Il Tnas è il Tribunale nazionale arbitrale per lo sport e fa capo al Coni. Siamo ancora nell’ambito della giustizia sportiva, ma gli spazi in questo senso sono sempre più esigui. Per questo, l’ipotesi di bussare alle porte della giustizia ordinaria è, di contro, sempre più vicina. Lo conferma Michele Briamonte, uno dei referenti legali della società guidata da Agnelli.

“Dopo la giustizia sportiva, non avremo alcun problema a chiedere giustizia anche a quella togata: il Tar, il Consiglio di Stato e le procure competenti. Escluso un ricorso al Tas di Losanna perché non crediamo ci sia una competenza specifica, come invece ce l’ha l’Uefa. Escluso anche un ricorso all’Alta Corte del Coni, andiamo al Tnas perché chiediamo un risarcimento economico. Lasciamo a loro il calcolo dei danni subiti che, al momento, non è quantificabile. Per quanto riguarda la richiesta di risarcimento danni, ci sono due strade in via di accertamento: o nel 2006 la decisione di sanzionare la Juve fu negligente oppure l’orizzonte temporale potrebbe spostarsi al 2011. O il danno è stato creato nel 2006 o nel 2011 quando si è deciso di non decidere di fronte alle prove”. Avete capito bene, l’avvocato Briamonte fa sul serio, e non da oggi. Nel giorno del suo insediamento, Agnelli aveva promesso ai tifosi bianconeri di fare del suo meglio e pure di più per riportare a Torino i due scudetti dell’era Calciopoli. Non si è smentito, anzi.

Se a Torino affilano le spade, a Milano sono impegnati a fare cassa (vedi la probabile cessione di Eto’o ad una squadra russa per una montagna di euro). Massimo Moratti, costretto a dire la sua sul temporale che oggi ha investito Roma, si è limitato a dare un consiglio al collega bianconero. Per la serie, riaprite gli ombrelli, che fra poco cade l’ennesimo acquazzone: “Spero solo che vada in vacanza, così si rilassa”. Si accettano idee per indovinare la reazione di Agnelli a queste parole. Chiaro, i biip sono graditi. Meglio, necessari.