Si è soliti rapportare il debito pubblico al prodotto interno lordo (PIL). In base a questo rapporto il nostro debito pubblico rappresenta oggi circa il 120% di un reddito nazionale stagnante e con un’incidenza della spesa per interessi aggravata dalla sfiducia degli investitori. E’ una situazione, senza ombra di dubbio, da misure drastiche e straordinarie quale quella che suggerisco qui di seguito.

Sappiamo che, altrettanto straordinario, è il livello di evasione fiscale, un problema che, in questi frangenti, potrebbe divenire un’opportunità. Se aggiungessimo infatti al reddito ufficiale quello evaso, l’incidenza del debito pubblico diminuirebbe di conseguenza e tale maggior reddito contribuirebbe a finanziare la rilevante spesa per interessi.

Come si potrebbe far emergere questi redditi? Con due misure: tracciabilità obbligatoria di tutti i pagamenti al di sopra di una certa soglia (attraverso bonifici, assegni o carta di credito) e ripristino dell’obbligo di detenere l’elenco dei clienti e dei fornitori.

Tali misure non ci risparmierebbero i tagli, magari degli sprechi, della spesa pubblica, ma ci risparmierebbero almeno il rischio di una nuova patrimoniale che ben potrebbe essere sostituita da un condono che preveda un’adeguata aliquota percentuale del reddito evaso e non ancora prescritto agli accertamenti fiscali.

Con dette misure incrociate, gli evasori emergerebbero come affiorano a mare i pesci quando vi si getta una bomba a mano: provare per credere!