”A Roma possono restare le gambe, ma la testa deve stare vicino a dove sono le imprese, le realtà produttive, si sono già messi in lista un sacco di imprenditori e di persone per venire a parlare, è stata la scelta giusta, presidente”. Umberto Bossi si è rivolto così, appellandosi anche al presidente della Repubblica, per tornare a difendere la scelta dei ministeri al nord.

“Il presidente della Repubblica – ha detto Bossi in un comizio a Salsomaggiore – ogni tanto dice che non è d’accordo. Io gli voglio bene, è sempre stato un amico, ma da qualche parte si dovrà iniziare. Si vuole il federalismo, poi tutto resta a Roma? Quando lo diceva Prodi il decentramento andava bene, ora no? E’ come quando all’inizio noi parlavamo di federalismo e dicevano che eravamo matti, poi sono diventati tutti federalisti”. “A Monza – ha aggiunto Bossi – abbiamo portato i primi ministeri, a Roma va male tutto, è tutto un po’ marcio, e questa cosa può aiutare a salvare il Paese. Li abbiamo portati a Monza perché il sindaco è della Lega e ci ha dato gratuitamente la Villa Reale. E’ il primo passo del decentramento”.

A proposito della scelta di dislocare i ministeri al nord, il leader della Lega ha lanciato inoltre un’ipotesi che riguarda l’Emilia. “Se a Bologna o in Emilia – ha detto Bossi – ci fosse il ministero dell’agricoltura forse andrebbe meglio, perchè qui ci sono gli agricoltori”.

Legge contro l’omofobia – ”Non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola, anche in senso bonario”. Il Senatùr ha commentato così la bocciatura dell’aggravante dell’omofobia, avvenuta nei giorni scorsi alla Camera anche con i voti della Lega Nord. “Meno male – ha detto Bossi – che non è passata l’aggravante dell’omofobia, tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti. Meno male che ci siamo opposti a questa legge, percé non era giusta”.