Il pomo della discordia nel Pd ravennate si chiama “Mutor e caplèt” (motori e cappelletti), motoraduno sexy ospitato dalla festa del Pd di Campiano, piccolo paese a sud di Ravenna. La formula è sempre quella delle vecchie feste dell’Unità: pasta fatta in casa, un po’ di liscio, lo stand di qualche associazione, la pesca a premi e lo spazio per il dibattito politico. A complicare il quadro rassicurante uno spogliarello sexy, contro il quale si è scagliata la conferenza provinciale delle donne democratiche, coordinata da Donatella Zanotti. “Totale e convinto dissenso” quello delle donne di Se non ora quando che si dicono “arrabbiate” per “un evento lesivo della dignità delle donne”.

Sul sito del Pd ravennate le donne del partito hanno scritto: “Abbiamo l’ambizione di promuovere un’azione tesa al miglioramento della vita quotidiana delle donne, particolarmente delle giovani, colpite per un verso dalla crisi e per l’altro dalla diffusione di una sottocultura che le vuole fuori dal lavoro, prive di dignità e valore, proponendo come fatto normale la mercificazione del corpo femminile”.

Nonostante l’intervento dall’alto della segreteria provinciale, il Pd di Campiano non ha rinunciato al programma della festa “nata per ricordare un amico scomparso che aveva la passione per le moto”, come ricordano i militanti del partito Bruno Brunelli e Carlo Mazzotti. Alla passione per le moto del vecchio amico se ne è aggiunta un’altra: e allora ecco i miracoli della Romagna che vede d’accordo Don Camillo e Peppone, se il palco dello spogliarello lo monti di fronte alla chiesa, con il beneplacito dei carabinieri, ospitati nella caserma a fianco.

Dopo la polemica scoppiata in casa Pd Danilo Manfredi e Alberto Pagani, rispettivamente segretario comunale e provinciale, hanno chiesto un confronto con le associazioni di donne ravennati. Intanto, mentre il partito democratico locale si appresta a chiarire la sua linea riguardo alle politiche di genere, gli organizzatori delle festa di Campiano tirano dritto per la loro strada, contenti che il polverone sollevato sui giornali abbia avuto lo sperato effetto di fare accorrere molta più gente del previsto.

A soffiare sul fuoco ci si è messo anche Alberto Ancarani, vice coordinatore comunale del Pdl che, dopo aver detto di pensare “tutto il male possibile” delle donne di Se non ora quando, se l’è presa con “l’ipocrisia degli uomini della sinistra che assecondano pubblicamente queste manifestazioni di censura, salvo a mezza bocca dirne peste e corna”.

A Campiano il problema non si pone e il dissidio viene risolto con una par condicio in salsa pecoreccia. Sul palco, davanti a circa 500 persone sale Davide il Vikingo, manzo cervese rodato all’Isola dei Famosi. Dopo qualche evoluzione di Davide è la volta della spogliarellista, una bionda sui trentacinque anni con un vistoso rossetto rosso, che fa quanto previsto dal suo cachet: fa salire sul palco uno degli spettatori, lo mette a sedere davanti a lei, poi termina lo show in topless.

Difficile credere che la soluzione trovata dal Pd di Campiano abbia accontentato la conferenza provinciale delle donne democratiche. Per loro “il punto di svolta è rappresentato dal 13 febbraio e dalle grandi manifestazioni che hanno attraversato il Paese colpendo al cuore le fondamenta dei comportamenti del berlusconismo, rivendicando la dignità, come ciò che non ha prezzo e non può essere comprato e venduto”.

Forse le donne del Pd di viale della Lirica hanno bisogno di fare due chiacchiere con quei maschietti del partito che rispolverano l’ingrigito moralismo del vecchio Pci per gridare alle Olgettine, salvo poi a casa loro non disdegnare scene da bunga bunga agreste di poche pretese.