Il presidente di confindustria Emma Marcegaglia boccia le modifiche apportate dal governo nella manovra economica. Senza mezze misure. “Siamo d’accordo sul fatto che i saldi andavano aumentati, ma da quello che si capisce l’aumento dei saldi è fatto tutto sotto forma di aumento delle tasse”, ha detto Marcegaglia. “Un calo delle detrazioni fiscali vuol dire aumento delle tasse, manca tutto quello che riguarda i costi della politica”. E sul tema delle liberalizzazioni: “Speravamo che dopo l’annuncio di ieri mattina da parte di Tremonti di un inserimento importante di provvedimenti di liberalizzazioni si andasse avanti in questo modo – ha aggiunto – ma ci pare, per quello che leggiamo, di aver visto una norma molto più blanda perché c’è stata l’opposizione da parte dei vari rappresentanti delle professioni in Parlamento”.

Sotto accusa la decisione di non intervenire con tagli alla Casta: “E’ inaccettabile. Ci siamo un po’ stufati: c’è un Paese che va a rotoli e un gruppo di persone che continua a governare tutelando se stesso”, ha detto il numero uno di Confindustria. “La manovra va approvata, non ci sono dubbi, ma i problemi ci sono nel momento in cui viene approvata una manovra così pesante, che porta sacrifici a tutti, a pensionati, lavoratori pubblici, imprese. Di fronte a una manovra di sacrifici veri come questa, quello che è inaccettabile è che dal punto di vista dei costi della politica è stato deciso di non fare niente. Non vogliamo fare demagogia, ma proprio perché si vanno a chiedere sacrifici a tutti, non è accettabile che la politica dica di non poter fare niente. Dobbiamo dire a voce alta, insieme ai lavoratori, insieme a tutti coloro che hanno a cuore il Paese, che siamo arrabbiati e non possiamo avere un pezzo di Paese che fa sacrifici e un altro pezzo di Paese che in un momento come questo non fa niente”.

“Mi auguro che l’approvazione della manovra dia il senso che l’Italia è un Paese stabile e che quindi non ci siano di nuovo attacchi speculativi sui mercati”, ha aggiunto Mercegaglia. E sulla possibilità che dopo l’approvazione della manovra il governo possa dimettersi per lasciare il posto a un esecutivo tecnico, ha commentato: “Non sta a noi dire cosa succederà dopo. Vediamo cosa succederà in questi giorni sui mercati”.

Il presidente di Confindustria ha commentato anche la marcia indietro dell’esecutivo sulle liberalizzazioni degli ordini professionali, dopo lo scontro di ieri interno alla maggioranza. “Purtroppo abbiamo un Parlamento pieno di avvocati e notai. E questi signori cosa hanno detto? Noi non vi votiamo la manovra”, ha detto Mercegaglia. “Speravo che in un momento così difficile tutti dimostrassero un senso del bene comune, avendo a cuore l’interesse generale, ma questo non sta succedendo: pagano i soliti noti, gli altri stanno protetti, non ne vogliono sapere di cambiare. In un momento difficile come questo bisogna fare un passo avanti in tema di liberalizzazioni, sono quelle riforme strutturali che non costano niente in termini di bilancio dello Stato, ma possono dare stimolo alla crescita, possono ridurre tariffe su cittadini e imprese, dare spazio a nuovi imprenditori in questi settori oggi protetti”.