Scrivo nella notte fra domenica e lunedì. Le misure della Consob contro la speculazione ribassista sono doverose. Riguardano il periodo estivo, quando i volumi dei titoli scambiati si assottigliano, prestando il fianco a manovre speculative illegali delle ‘mani forti’. Ora, se qualcuno bara, sarà più facile individuarlo.

Tuttavia le misure adottate – o altre simili – non fermeranno l’ondata di ribassi. Perché è sul mercato dei titoli pubblici di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna (PIIGS) che si gioca la partita decisiva.

È appena iniziato un incendio. Gli incendi si sviluppano in modo non lineare. Per fermarli, è decisivo quello che si fa (o non si fa) all’inizio.

Le cause principali dell’incendio sono due: i debiti pubblici, e la crescita anemica (o negativa) della base imponibile. Per spegnere il fuoco sul nascere bisogna agire rapidamente, e in modo decisivo, su entrambe le cause.

I paesi summenzionati dovrebbero ridurre il debito, tagliando la spesa pubblica e/o alzando le tasse. L’Italia dovrebbe fare subito la manovra per il 2013 e 2014, che per ora è solo un vago libro dei sogni. Tremonti: “Chi ci chiede di fare di più, o di anticipare ad oggi le misure previste per il prossimo triennio, non ha capito nulla. Se lo facciamo, ammazziamo il paese”. Eh no! Signor Ministro, è lei che non ha capito. Non Le si chiede di concentrare i sacrifici in un anno, ma di votare subito misure concrete e credibili, che mettano a posto i conti anche negli anni a venire.

Ma in questa congiuntura depressa, post ‘crisi finanziaria globale’, la spesa pubblica ‘tagliata’ non viene sostituita da nulla, e si traduce perciò inesorabilmente in una nuova caduta delle vendite delle imprese, della base imponibile, e delle entrate fiscali. Lo si è già visto in Grecia, in Irlanda, in Portogallo. Fare austerità in questo modo è inutile e dannoso: ci si ritrova quasi con lo stesso deficit, e tanti disoccupati in più.

Manca una gamba della strategia: il sostegno alla domanda privata, per compensare i tagli alla spesa pubblica e stabilizzare le vendite delle imprese . Sono convinto che oggi solo la Banca Centrale Europea ha i mezzi per stimolare la domanda del settore privato. Qualcuno dovrebbe dirglielo.

Oppure ci vorrebbero ministri economici talmente competenti in macroeconomia da sostenere la domanda ‘a costo zero’.

O tutt’e due le cose.

*Grafico: tassi d’interesse decennali sul debito pubblico italiano – clicca qui per ingrandire