Galeotto fu il microfono e chi lo accese. L’avrà pensata così Giulio Tremonti quando ha appreso la notizia che un cronista di Repubblica Tv ha registrato un suo fuori onda in cui sciorina giudizi tutt’altro che gentili all’indirizzo del collega Renato Brunetta.

Che fra i due non sia mai corso buon sangue è cosa nota, ma le immagini che mostrano il titolare dell’Economia dare del cretino al ministro della Funzione pubblica, per giunta in una conferenza stampa che illustra la manovra economica del governo, un certo effetto lo fanno.

Non sembra che sia passato neanche tanto tempo da quel novembre 2009, quando Tremonti minacciò pubblicamente di “prendere a calci in c…” Brunetta dopo un parapiglia sulla sua riforma della pubblica amministrazione.

A questo giro la riforma è quella di Tremonti e quando il titolare della Funzione pubblica prende la parola per illustrare gli aspetti che riguardano il dicastero da lui diretto, “questo è un intervento suicida”, dice, i segnali di insofferenza di Giulio si fanno sempre più evidenti. Prima si limita a un commento pungente che condivide con il ragioniere generale dello Stato Mario Canzio: “Il tipico intervento suicida, è proprio un cretino”. Il funzionario è d’accordo con i giudizi del ministro: “In una manovra da 35 miliardi, il pubblico impiego è allo 0,6. E’ inutile che glie ne parli, vero?”.

Brunetta continua il suo intervento e Tremonti è sempre più innervosito. Dopo avere incassato il sostegno del capo di gabinetto del ministero Vincenzo Fortunato, il ministro dell’Economia si rivolge direttamente al titolare del Welfare Maurizio Sacconi: “Hai sentito quello che dice? Ma è scemo?”. Dopo la comprensione dei suoi collaboratori, Tremonti incassa anche quello del collega di governo. “Non lo seguo nemmeno”, risponde un annoiato Sacconi.

Brunetta nel frattempo procede come un treno e parla di un argomento che gli sta molto a cuore: la visita fiscale per i dipendenti pubblici che rimangono a casa dal lavoro perché in malattia. “Saranno fatte prima delle festività”, dice il capo della Funzione pubblica. E Tremonti? Continua ad affermare il suo pensiero: “Questo qui è proprio un cretino”.

Brunetta ha poi riferito in una nota che durante il Consiglio dei ministri di oggi sono arrivate le scuse di Tremonti. “E’ venuto Giulio e mi ha abbracciato, chiedendomi scusa. Io, però, non ho ancora capito cosa sia successo. Ma si sa, non sono veloce di comprendonio”.

Al di là del lieto fine, l’episodio è stato commentato con sarcasmo dal leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro: “E’ umiliante vedere lo stato di degrado morale e di sfiducia reciproca che esiste all’interno di questo governo che evidentemente ha come unico collante la la poltrona, la cadrega, come dicono i leghisti che sono diventati capipoltrona da capipopolo”.

Prova a buttare acqua sul fuoco il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani che parla di “incidente chiuso” invitando tutti gli esponenti del governo al matrimonio di Brunetta in programma per domenica prossima a Ravello, in costiera amalfitana. Peccato che l’invito di Romani sarà raccolto anche da alcuni precari che andranno a contestare il ministro. Ma tanto per lui quella è solo “l’Italia peggiore”.