Sulla manovra economica che il governo sta preparando emergono oggi nuove indiscrezioni: tagli agli enti locali e alle Regioni per 9 miliardi di euro nel biennio 2013-2014; una tassa sulle banche; una sui Suv e sulle auto più potenti; una diluizione soft dell’età pensionabile delle donne che partirebbe dal 2020 e arriverebbe a regime solo 10 anni dopo; un aumento delle sanzioni per ”omessa o infedele” indicazione dei dati negli studi di settore; un’imposta di bollo dello 0,15 per cento sulle transazioni finanziarie; norme più severe per il divieto di gioco per i minori; il differimento della data di partenza dell’accertamento esecutivo per la riscossione dei ruoli da parte di Equitalia. Rinviato invece al primo ottobre l’aumento di un punto percentuale dell’Iva sulle aliquote del 10 e del 20 per cento.

Tagli a enti locali e Regioni. Si tratta di 9 miliardi di euro nel biennio 2013-2014. Le riduzioni, secondo quanto si apprende, dovrebbero essere suddivise in circa 3,5 miliardi di euro nel 2013 e 5,5 miliardi nel 2014. Nello stesso tempo, come richiesto dalla Lega Nord, verrà introdotta la norma che salvaguarda dai tagli i comuni “virtuosi”, il cosiddetto “patto di stabilità”.

Tassa sui Suv. Arriva la tassa sui Suv e sulle auto più potenti (ossia quelle che superano i 170 cavalli). Se non si paga arriva una multa pari al 30 per cento di quanto bisogna pagare. La tassa aumenterà con l’aumentare della potenza.

Tassa sulle banche. Avrà a che fare con una tassazione separata al 35 per cento sull’attività di trading. L’aliquota del 35 per cento si applicherà al risultato complessivo netto derivante dalla gestione delle attivita detenute per la negoziazione. Tranne i titoli di debito e le quote negli Organismi d’investimento collettivo di risparmio.

Età pensionabile delle donne. Una diluizione soft che partirebbe dal 2020 e arriverebbe a regime solo 10 anni dopo: sarebbe questa la soluzione trovata, nell’ambito del confronto per la messa a punto della manovra economica, per l’innalzamento a 65 anni dell’età per la pensione delle lavoratrici del settore privato. L’ipotesi al momento sembra prevalere sulla possibilità, inizialmente esaminata, di avvio della riforma, sempre in modo graduale ma dal 2015. Sembra invece tramontata la possibilità di un aggravio sui contributi previdenziali dei lavoratori con contratto di collaborazione che, nelle prime simulazioni, sarebbero dovuti salire dal 26,7 al 33 per cento.

Quote latte, stop alle riscossioni di Equitalia. Si legge nella bozza della manovra: “A partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le procedure di riscossione mediante ruolo in materia di prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, avviate dall’agente della riscossione, sono interrotte e lo stesso agente è automaticamente discaricato delle relative quote. Resta ferma la validità degli atti posti in essere sino a quella data”

Studi di settore. Aumentano le sanzioni fino al 50 per cento per ”omessa o infedele” indicazione dei dati ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Imposta di bollo. Si tratta dello 0,15 per cento sulle transazioni finanziarie. Si sta ancora valutando se inserire la nuova tassa nel disegno di legge delega per la riforma fiscale o in manovra. Ma l’esigenza di fare cassa farebbe propendere per questa seconda opzione.

Aumento dell’Iva. L’aumento di un punto percentuale dell’Iva sulle aliquote del 10 e del 20 per cento non sarà inserito in manovra e non scatterà da subito. La norma non sarà nel decreto legge ma solo nel disegno di legge di riforma fiscale che quindi richiederà un’attuazione successiva. Nella delega sono anche previste le tre aliquote Irpef del 20, 30 e 40 per cento e la cancellazione dell’Irap dal 2014. Il ddl delega prevede anche l’unificazione della tassazione sulle rendite finanziarie.

Equitalia. Slitta di tre mesi l’accertamento esecutivo per la riscossione dei ruoli da parte di Equitalia. Nella bozza aggiornata della manovra è previsto il differimento della data di partenza dello strumento fiscale, che concentra l’avviso di accertamento e la cartella esattoriale. L’avvio dello strumento, che sarebbe dovuto scattare dal primo luglio, viene rinviato al primo ottobre.

Norme più severe per il divieto di gioco per i minori. Il titolare dell’esercizio commerciale o del punto gioco che consente la partecipazione ai giochi pubblici a chi ha meno di diciotto anni, sarà punito con una sanzione amministrativa da 5mila a 20mila euro. Per chi in un triennio commette tre violazioni c’è la revoca di qualsiasi autorizzazione o concessione amministrativa. In ogni caso la violazione è punita con la chiusura dell’esercizio o del punto gioco da dieci a trenta giorni. L’identificazione dei giocatori avverrà mediante richiesta di esibizione di un documento di riconoscimento. Tessera sanitaria o codice fiscale nella slot per capire se hai meno di 18 anni e impedire, nel caso, di giocare. Lo prevede una misura contenuta nella bozza della manovra economica allo studio del governo. Ogni macchina dovrà essere dotata di questo meccanismo di identificazione e nel caso un apparecchio ne sia sprovvisto l’esercente è punito con la sanzione amministrativa da 10mila a 30mila euro. Per il concessionario la sanzione è invece da 30mila a 50mila euro. Ogni violazione comporta anche il sequestro del macchinario.