Sono le 8.30 quando scrivo dalla mia stanza tranquilla a Ravenna, lontano dalla Val di Susa. Dovrei lavorare, ma non ci riesco. Sono attaccato a Twitter e ai collegamenti di Radio Blackout e Radio Onda Rossa che trasmettono via Internet l’esercizio della violenza da parte dello Stato sulla popolazione che resiste. Una popolazione che invece di accettare denaro e noccioline in cambio di “non dare fastidio” agli appaltatori ha detto No.

Non è più una questione razionale, ma del tutto emotiva. Le ragioni degli uni e degli altri sono state annullate da quando è arrivato il diktat della Ue: se i lavori non cominceranno entro il 30 giugno i 600 milioni di euro non arriveranno più. Nessuno che abbia detto che quei 600 milioni sono solo una piccola quota di quelli che l’Italia versa annualmente all’Europa e che, forse, si sarebbe potuto trattare. Se non altro sui tempi. E’ la violenza del denaro in azione. Di chi ce l’ha contro quelli che non ce l’hanno. Ovunque.

Credevamo che le battaglie dei contadini per la terra in India fossero lontane, che Vandana Shiva e Arundhati Roy parlassero di una realtà che non ci apparteneva, che le insurrezioni in Nord Africa fossero interessanti ma di “un altro mondo”… e invece no. Tutto il mondo è di tutti noi. Un mondo dove oggi la cosa più importante oggi è dire No. Verrà il tempo di dire Si, ma sarà domani non oggi.

Prima bisogna fermare i folli: la mafia che si fa scudo delle forze dell’ordine per gestire gli appalti in Val di Susa, la camorra che brucia i rifiuti e letteralmente avvelena la gente a Napoli. Un No che deve arrivare a chi sta preparando una finanziaria devastante per tutti tranne che per i ricchi. Per chi i soldi li ha. Ne parla in modo chiarissimo Wu Ming 3 quando dice che “Napoli è la Grecia che noi siamo”

Ieri mattina, prima che iniziassero gli scontri c’è stato un uomo, Turi Vaccaro, che con una treccia d’aglio in mano si è messo davanti alla grande macchina prescelta per iniziare i lavori. Poi ha assunto una posizione yoga in verticale davanti alla ruspa per lanciare il suo NO nel modo più nonviolento che ci sia. Le forze dell’ordine lo hanno portato via.

Ma di quale ordine stiamo parlando?