Pubblicare le intercettazioni? Il Pd apre alla nuova legge bavaglio che il Pdl vuole approvare entro agosto. Oggi il segretario Pier Luigi Bersani si è infatti detto disponibile al confronto sulla riforma per vietare di pubblicare le intercettazioni irrilevanti.

“Noi abbiamo una posizione sul tema delle intercettazioni – dice Bersani – ed anzi abbiamo già depositato una proposta di legge a firma Finocchiaro”. Questa proposta, ha sottolineato Bersani, “porta il problema alla fonte, e cioè che non vengano divulgate le intercettazioni che non devono essere divulgate, perché sono relative alla privacy”. “L’ultima volta – sottolinea il segretario – il confronto abortì perché per noi è inaccettabile il divieto di poter utilizzare le intercettazioni per la formazione della prova”. Invece la posizione del Pd è che “ci sia un discrimine tra le intercettazioni da dare alle parti e quelle da distruggere”. Bersani si dice quindi disponibile a un confronto sulla riforma e saluta positivamente la rinuncia da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano ad un decreto in favore di un disegno di legge: “Questo è nella logica delle cose”.

Ma le parole del segretario stridono in parte con quelle della Finocchiaro: “E’ comprensibile che di fronte ai contenuti delle ultime intercettazioni la maggioranza e il governo siano in imbarazzo – afferma -. Tuttavia non si può invocare a piacimento il bavaglio per la stampa, così come non esiste l’ipotesi di un decreto sulle intercettazioni. Se in Italia, come adesso praticamente tutti gli esponenti della maggioranza e del governo sottolineano, non esiste una legge civile sulle intercettazioni lo si deve proprio a chi ha puntato finora, in modo interessato, a rendere esclusivamente più difficoltose sia le indagini della magistratura che la pubblicazione delle notizie. In ogni caso, non vedo ragione di provvedimenti d’urgenza su una questione che non è certo la priorità per il nostro Paese. Se qualcuno vuole discutere seriamente, senza riesumare vecchi testi, ricordo che in Senato ci sono le nostre proposte che attendono di essere esaminate”.

Ancora più duro il senatore del Pd Vincenzo Vita, che dice no a qualsiasi bavaglio: ”Ogni qualvolta viene fuori la trascrizione di intercettazioni imbarazzanti per il governo e le sue zone periferiche, scatta la voglia forcaiola di censura. E’ un fenomeno che si colloca tra la psicologia e la politica, tipico di un regime agli ultimi colpi. E’ bene che si sappia che se solo governo e maggioranza ci riprovassero, l’iniziativa di opposizione sarebbe asperrima e continua. Non ci sono né ddl Alfano, né Mastella, né altre trovate che tengano. La libertà non si baratta mai”.

Parole che contrastano con la posizione ufficiale del Pd, espressa da Bersani. Una posizione che non è la stessa di quella esposta ieri da D’Alema, che seppur critico con la “valanga” di conversazioni che si leggono e che hanno a che fare con vicende private delle persone, aveva detto: “E’ molto tardi per fare una legge ed è inopportuno intervenire per decreto in una materia così delicata”.