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L’immagine di B.-Giulio Cesare, con un naso rosso da clown e lo sguardo crucciato, campeggia sotto un timbro inequivocabile: ‘Stop’. Il tratto inconfondibilmente irriverente è quello di Vauro. Così, da un disegno e uno slogan è nata l’idea: riportare a Londra la truppa del Fatto che stasera, a partire dalle 20 (ora italiana), presenterà ‘Italians are better…than their Prime Minister’ (‘Gli italiani sono meglio…del loro Primo ministro‘). Sottotitolo (dovuto): siamo davvero alla fine del potere di Berlusconi?

Terza volta a Londra in 12 mesi, per il Fatto, segno di un amore reciproco che va avanti. Stavolta però si cambia, almeno un po’. Intanto sarà diversa la collocazione. Dopo London School of Economics, che ha ospitato il direttore Antonio Padellaro e il vicedirettore Marco Travaglio – l’anno scorso a giugno, e poi, una seconda volta, in occasione della settimana per i 150 anni dell’unità d’Italia, a febbraio –, si fa ora rotta verso Metropolitan University, giovane e dinamico ateneo del nord-est della capitale. Questa volta, poi, Travaglio sarà affiancato da una parte della redazione Esteri del Fatto, che ha sempre seguito con attenzione e partecipazione la vita della comunità britannica di studenti, professionisti, ‘cervelli in fuga’ e non solo. Special guest: John Prideaux, autore del dossier sull’Italia da poco pubblicato sull’Economist, che tanto deve aver fatto arrabbiare proprio Mr B (shiaffato in copertina con il non lusinghiero appellativo de ‘L’uomo che ha fottuto un intero Paese’).

Oltre cinquecento i posti nella sala di Metropolitan e biglietti gratis andati a ruba in meno di 48 ore. Anche Facebook e Twitter fanno la loro parte: proprio dai social media è cominciata la rincorsa alle domande che verranno rivolte agli ospiti. Per chi invece è rimasto senza biglietto, oppure non vive a Londra, diretta streaming su www.ilfattoquotidiano.it.