Finalmente il Corrierone si è svegliato. Dopo avere preso due buchi (dal Fatto il 3 giugno e da Repubblica sabato 11 giugno) sulle intercettazioni di Flavio Briatore e Daniela Santanché che parlano del malato di Arcore e del suo bunga bunga, il quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli domenica 12 giugno ha agguantato la notizia e le ha suonate di santa ragione ai colleghi.

Infuriato per essersi bevuto senza fiatare qualche tempo fa un’intervista da sganasciarsi di Flavio Briatore che dichiarava: “Le feste di Berlusconi sono molto carine, molto garbate. Mai visto nulla non dico di trasgres­sivo, ma nemmeno di malizioso”, il guardiano del potere di via Solferino ha colpito duro sul Ballionere a partire dal titolo: “Briatore e le cene del premier: dovrebbe riposare di più”.

Altro che Bunga bunga. I lettori avranno pensato che un vecchio playboy in pensione, dall’alto della sua esperienza, avesse rilasciato un’intervista a freddo al Corriere della sera per consigliare a Silvio un viale del tramonto più decoroso, un nuovo tipo di pasticca azzurra contenente stavolta valeriana, un letto ortopedico più comodo di quello di Putin, insomma niente che avesse a che vedere con intercettazioni, processi e prostituzione minorile. Anche il sottotitolo non aiutava il lettore smarrito: “Non è malato (chi?) Smarrita la via del fare (cosa e a chi?). Violata la mia privacy (di chi?)”. Tre concetti impossibili da connettere in una frase e soprattutto da legare ai consigli per il sonno del titolo. Nemmeno Bartezzaghi sarebbe riuscito a sciogliere l’enigma se non avesse ascoltato o letto le intercettazioni di Flavio e Dani durante un tg o sui giornali concorrenti. Il titolo era concepito in stile Pompiere della sera per lanciare un secchio d’acqua sulle fiamme dello scoop altrui. Ma l’effetto, senza aver prima letto i giornali concorrenti, era quello di un gavettone in faccia, insensato e a freddo.

Il pezzo di Lorenzo Salvia, riportava finalmente le parole intercettate di Daniela Santanché ma le annacquava ben bene in un diluvio di considerazioni del politologo Briatore sulla politica e sul ruolo dei Responsabili, sull’economia  e su Tremonti, senza tralasciare la Costituzione e la privacy.

Il Corriere della Sera di ieri andrebbe studiato nelle scuole di giornalismo. Immaginiamo la traccia di un’esercitazione: “provi il candidato a scrivere, titolare e impaginare un pezzo su un sottosegretario del Governo, tale Daniela Santanché, che per mesi sostiene in tutte le trasmissioni televisive che il bunga bunga non esiste e che Nadia Macrì è una pazza bugiarda e poi viene sorpresa al telefono mentre commenta con un amico la malattia sessuale del premier. Provi inoltre il candidato a immaginare che l’amico in questione, tale Flavio Briatore, è stato appena convocato dalla difesa del premier come testimone perché confermi che ad Arcore si svolgevano solo cene eleganti e che invece al telefono dice: ‘Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele Mora, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui. È malato Dani …Non più lì (ad Arcore, ndr), ma nell’altra villa. Tutto come prima. Stessi attori, stesso film, proiettato in un cinema diverso”.

Ebbene vediamo cosa ha fatto Il Corriere della Sera. Il primo quotidiano italiano ha pubblicato la notizia a pagina 8 senza richiamo in prima, senza far notare ai lettori che amici e collaboratori stretti del premier hanno mentito in pubblico per coprire una verità insopportabile: Berlusconi è malato di un’ossessione sessuale che gli impedisce di lavorare per il bene dell’Italia.

Non sarà un caso se il Corrierone è precipitato a 440 mila copie delle quali solo 362 mila copie vendute nei canali tradizionali, come le edicole, dalle 680 mila del 2001. Il candidato è stato bocciato dalla sua commissione d’esame. Che purtroppo per il Corriere non è l’Ordine dei giornalisti ma il lettore.