C’è anche “Polvere. Il grande processo dell’amianto” fra i documentari in concorso alla 14esima edizione di CinemAmbiente, il festival che questa sera apre i battenti a Torino. Un film che non poteva mancare nell’anno in cui nel capoluogo piemontese si aspetta la sentenza del più importante processo di tutti i tempi per le vittime dell’amianto. Sul banco degli imputati siedono i vertici della Eternit, società accusata, con il suo stabilimento di Casale Monferrato, di essere responsabile di quasi tremila morti tra ex operai e semplici cittadini.

“L’amianto ci è sembrato da subito un simbolo e una perfetta metafora di due temi che volevamo raccontare: la responsabilità sociale delle aziende e il rapporto fra il Nord e il Sud del mondo” spiega Niccolò Bruna, che assieme ad Andrea Prandstraller ha firmato la regia di Polvere.

Un film perché nessuno possa mai più dire “non sapevamo” e per denunciare come, nonostante centomila vittime l’anno in tutto il mondo stimate dall’ILO (International Labour Organization) e la messa al bando in Europa, le multinazionali del Nord del mondo continuino a investire nell’asbesto, esportandolo in paesi come Cina, India o Brasile.

“La storia di Casale Monferrato, della lotta di questa comunità per avere giustizia, è anche la storia di tutti quei territori devastati da poteri economici forti che, dopo aver ucciso, se ne vanno senza pagare i danni”.

Un viaggio che parte da Torino e arriva fino in Brasile e in India, con le testimonianze dei cittadini e degli ex operai degli stabilimenti Eternit di Casale, protagonisti negli anni di una battaglia diventata un simbolo per le associazioni di vittime dell’amianto di tutto il mondo. “Il processo di Torino – continua Bruna – è l’occasione per dare a questa storia italiana di lotta civile una valenza giuridica che assuma anche una dimensione internazionale, anche per tutelare i cittadini dei paesi dove i rischi dell’amianto vengono ancora ignorati”.

Suddivisi in sezioni competitive nazionali ed internazionali, focus tematici e rassegne per i giovani, sono circa cento i documentari in programma al festival, che si chiuderà domenica 5 giugno, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Ambiente promossa dall’Unep. Tutti in proiezione gratuita. Ad aprire le danze “Waste Land”, la pellicola di Lucy Walker dedicata all’artista delle discariche Vik Muniz. La proiezione che chiuderà la rassegna sarà “También la lluvia”, documentario sulla privatizzazione dell’acqua in Bolivia. Fra le anteprime “Taste the Waste”, sugli sprechi alimentari e che include anche la documentazione della cena degli avanzi per mille persone organizzata a Torino nel 2010, e il film “Itali@mbiente”, diretto da Mario Tozzi ma interamente ideato e prodotto grazie ai contributi degli utenti del web.