“Abbiamo tenuto e ci sono tutte le basi per continuare a tenere”. Così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, commenta lo stato dei conti pubblici italiani, anche in risposta alla valutazione diffusa due giorni fa da Standard & Poor’s, che ha abbassato l’outlook italiano da ‘stabile’ a negativo’. Secondo l’agenzia di rating, “un possibile stallo politico” impedirà al governo di varare le riforme necessarie al Paese. Un giudizio arrivato appena due giorni prima delle stime Istat che, se sui conti pubblici assolvono l’Italia, dipingono uno scenario preoccupante sugli altri aspetti economici. In soccorso del ministro è arrivata la dichiarazione di Olli Rehn, portavoce del commissario europeo agli Affari economici e moneterari. Dopo aver sottolineato che “di solito” l’Ue non commenta i giudizi delle agenzie, il portavoce ha riferito che “non c’è nessuna ragione di pensare che la volontà politica (italiana ndr) sia diminuita”.

Tremonti, in collegamento a un convegno dell’associazione bancaria italiana, ha spiegato come il bilancio di uno Stato “contiene vizi e virtù dei popoli”. “Non è stato solo un esercizio contabile”, ma “la tenuta del risparmio delle famiglie, della coesione sociale e dei finanziamenti a imprese e famiglie”. E così si andrà avanti, ha concluso. “La situazione dei conti pubblici italiani sta migliorando – gli fa eco Rehn – e non abbiamo nessuna ragione di pensare che la volontà di risanamento delle finanze sia indebolita o diminuita”. Per la commissione, il governo italiano ha attuato “politiche di bilancio prudenti e la situazione delle finanze pubbliche è migliorata nel 2010, con il deficit calato al 4,6 per cento dal 5,4 del 2009“. “Questi dati – ha concluso il portavoce – dimostrano quindi come l’Italia stia continuando a consolidare le proprie finanze”.

Più cauto è il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, che ha ricordato come “di manovre, nel senso di azioni per il controllo dei conti pubblici e per lo sviluppo, se ne dovranno fare più di una nel corso dei prossimi mesi, perché la politica economica non finisce con l’estate”. Ma, per alcuni, non è mai iniziata. “La politica economica non c’è e non la vedo – è il commento dell’ex presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo -, non ci voleva Standard & Poor’s per dire che il Paese non cresce, che ha bisogno di scelte coraggiose e soprattutto di una politica economica che si accompagni a una politica di bilancio giusta”.