L’unica cosa certa è il verbale dei vigili che catalogano la presunta aggressione ai danni della madre dell’assessore Pdl Alan Rizzi come “un diverbio”. Il resto sono le accuse del centrodestra che invece parla di aggressione. Anzi fa di più: rievoca, attraverso le parole del ministro della Difesa La Russa, il ritorno degli anni Settanta. In realtà un’aggressione è avvenuta. Non in un mercato rionale, ma a due passi dal Duomo. Vittima Antonio Romano, 61 anni, ex infermiere dell’Istituto dei tumori, preso a calci, pugni e alla fine colpito con un casco in testa per aver gridato, lui sostenitore di Pisapia, “ritirativi” agli animatori di un gazebo della Moratti. Questa la cronaca di una sabato milanese a otto giorni dal ballottaggio del 29 maggio. Una giornata di normale propaganda elettorale chiuse tra reciproci scambi di accuse.

Vediamo allora i fatti di ieri. In via Osoppo, periferia ovest della città, come ogni sabato si anima un affollato mercato. Da settimane in questa zona, i comitati per Pisapia fanno volantinaggio. Qui è attesa la visita di Letizia Moratti. E’ prevista una passeggiata elettorale con il solito cordone e via così. Il sindaco arriva poco prima dell’una del pomeriggio. E non trova, come capita da giorni, la giusta claque. Ma anzi fischi. Tanti e ripetuti come capitato in mattinata nei mercati di via Fauchè e viale Papiniano. Tanto che i suoi sostenitori per coprire le proteste si sono messi a gridare: Moratti, Moratti!

In via Osoppo c’è qualche spintone? Forse. I vigili che sono sul posto non lo annotano nel proprio verbale. A metà pomeriggio il capitano Tullio Mastrangelo, però, conferma l’ipotesi dell’aggressione, annunciando l’identificazione di un 56enne. Del mini-corteo fa parte anche Franca Rizzi. La signora della borghesia milanese è la mamma di Alan Rizzi, assessore allo Sport del Pdl. A un certo punto si ritrova a terra. O almeno, alcune foto la ritraggono così. Seduta per terra, gli occhiali da sole, giacca e pantaloni color crema. Guarda in alto. E’ inciampata? Qualcuno l’ha spinta? Non si capisce. I vigili nel loro verbale parlano di un diverbio. Ben altra versione fornisce il vicesindaco Riccardo de Corato che si trova sul posto. Racconta di “calci in faccia e alla pancia”. Una scena che malamente s’incastra con il referto medico dell’ospedale San Carlo che rileva “un trauma cervicale”. La versione dell’aggressione stride anche con il racconto del signor Claudio che in via Osoppo sta volantinando per Pisapia. “La Moratti – dice – è arrivata verso le 12 e 45. A quell’ora il mercato era affollato. Il sindaco è arrivato con il suo entourage e si è infilato direttamente tra le bancarelle. Per tutto il tragitto è stata fischiata”. La contestazione, a sentire Claudio, si ferma solo qui. Per lui l’aggressione è impossibile. “C’era tanta gente – ripete – e la Moratti stava tra due cordoni dei suoi”. Per capire: il sindaco si trova accerchiato dalla sua sicurezza. Oltre a questa ci sono le persone del mercato. E’ in questa situazione che avviene “il diverbio” di cui sarà vittima la signora Rizzi. “Mi pare assurdo – dice Claudio – anche perché io non ho visto arrivare nessuna ambulanza”. Questa la sua versione. In effetti, Franca Rizzi arriverà al pronto soccorso del San Carlo in codice verde. Dove passerà la notte. In serata, arrivano anche le sue dichiarazioni. Racconta: “Ho detto basta, smettetela, e mi sono sentita afferrare da due mani e poi ho sentito le ginocchiate sui fianchi, i colpi. Stavo volantinando quando sono arrivati i sostenitori di Pisapia che si sono messi a disturbare con urla e fischietti. Allora io ho urlato: perché non la smettete, e quel signore mi ha afferrato, strattonato, colpito e fatto cadere. Mi sono spaventata quando sono caduta, ma ora lo choc è passato. Sono pronta a tornare per le strade per sostenere la Moratti”.

Non è finita. Il diverbio-aggressione di via Osoppo, infatti, ha un epilogo violento. “Era finito tutto – racconta sempre Claudio – , ero assieme a un gruppo. Stavamo proseguendo il volantinaggio, quando un giovane è corso verso di noi e ha preso a calci nel sedere un signore di 65 anni”. Il ragazzo è Pietro Tatarella, neo consigliere del Pdl. E’ però solo un attimo perché subito Tatarella viene portato via. Il fatto finisce però in un verbale del commissariato Bonola che ha raccolto la testimonianza del signor Claudio. In via Osoppo c’è anche l’assessore regionale Stefano Maullu che racconta: “Hanno cercato di impedirci fisicamente di parlare con la gente e di circolare per il mercato – dice – Un gruppo di squadristi organizzati è passato dalle contestazioni agli insulti e quindi alle mani. Il neo consigliere comunale Pietro Tatarella, che era con noi, è stato aggredito con un pugno alla testa”. La polizia parla invece di “aggressioni verbali”. A questo punto iniziano ad arrivare le prime dichiarazioni. Letizia Moratti cambia l’agenda della giornata per andare a trovare la signora Rizizi. Parla di “brutale aggressione”. Le fa eco il ministro La Russa: “A Milano si respira un’aria da Settanta”.

Questo dice il capo della Difesa. E mentre anche lui si precipita all’ospedale San Carlo, Antonio Romano, 61 anni, ex infermiere in pensione, riceve l’ultimo colpo in testa con un casco. Cade e sviene. Romano è un sostenitore di Pisapia. Nel pomeriggio pedale con la sua bici nuova in piazza Cordusio. La bandiera l’ha già comprata, ora sta cercando la coccarda di Pisapia. Il signor Antonio vota centrosinistra. Passa davanti a un gazebo del Pdl e urla: “Ritiratevi”. Siamo in campagna elettorale. Capita. “Subito dopo – racconta Romano – gli animatori del gazebo mi hanno coperto d’insulti. Ho fatto pochi metri oltre. Poi mi sono fermato. Uno mi ha raggiunto e mi ha dato uno schiaffo. Un altro mi ha colpito alla tempia”. Fino a qui, Romano è ancora sulla bici. “Poi sono sceso e non sapendo come difendermi ho preso la catena per legare la bici”. Sono in tanti. Uno gli tira un calcio ai testicoli. “Ma in parte l’ho evitato”. Quindi il colpo finale. Lo svenimento. L’arrivo a casa e poi al pronto soccorso, dove Romano viene visitato con tanto di Tac. Questa la versione che il signore racconta agli uomini della questura arrivati sul posto dieci minuti dopo l’aggressione.

Differente la storia fornita dall’europarlamentare del Pdl Carlo Fidanza che si trova davanti al gazebo. “Uno degli episodi di intimidazione verbale ai nostri danni è trasceso addirittura in un’aggressione fisica a opera di un militante di Pisapia che, dopo aver insultato pesantemente i sostenitori della Moratti presenti al gazebo, spalleggiato da altri si è avvicinato brandendo minacciosamente una catena contro alcuni dei presenti. Ne è nato un diverbio poi degenerato in rissa con un altro passante, probabilmente di idee opposte”.

Il lungo sabato elettorale milanese si conclude con le parole del coordinatore lombardo del Pdl Mario Mantovani che riferisce di un “Berlusconi preoccupato per il clima di tensione”. E quelle del coordinatore cittadino del Pd Francesco Laforgia che invita i sostenitori di Pisapia “a stare sereni e a continuare la campagne elettorale con il sorriso”.