Prima rassegna le dimissioni, quindi si presenta in aula e ottiene la scarcerazione sotto cauzione di un milione di dollari più cinque di garanzia. Giornata piena quella di  Dominique Strauss-Kahn che nel pomeriggio ha lasciato la carica di direttore operativo del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), sei giorni dopo il drammatico arresto con le accuse di violenza carnale, molestie e sequestro di persona. Le dimissioni sono arrivate poche ore prima dell’udienza in cui i legali di Dsk presenteranno una nuova richiesta di libertà su cauzione, dopo che lunedì la prima era stata respinta dai giudici.

Accolta dunque la richiesta della difesa. Strauss Kahn passerà i domiciliari in un appartamento di Manhattan con guardia armata al seguito e braccialetto alla caviglia

Nella lettera di rinuncia inviata al Consiglio esecutivo dell’Fmi, il 62enne top manager ha ribadito “con la maggiore fermezza possibile” la sua innocenza, dicendosi pronto a combattere fino in fondo per dimostrarla. “E’ con infinita tristezza che oggi mi sento costretto a presentare al Consiglio Esecutivo le dimissioni dal mio incarico di direttore operativo del Fondo”, scrive Strauss-Kahn nella missiva. “Voglio tutelare questa istituzione che ho servito con onore e devozione e specialmente”, insiste, “specialmente, voglio dedicare tutta la mia forza, tutto il mio tempo e tutta la mia energia a dimostrare la mia innocenza”.

La carica ad interim al Fondo sarà assunta dal numero due John Lipsky, ma per la successione in pole ci sarebbe il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha ribadito che il nuovo direttore dovrà essere europeo e l’Ue si è detta pronta a presentare “una candidatura forte”.

Nonostante la gravità delle accuse, il Partito socialista francese ha sollecitato Nicolas Sarkozy, di cui Strauss-Kahn fra un anno sarebbe potuto essere lo sfidante, ad attivarsi in prima persona per ottenerne la scarcerazione. Il numero due del Psf, Harlem Desir, ha ricordato che Sarkozy in passato era già intervenuto in altri casi riguardanti “cittadini francesi coinvolti in vicende giudiziarie all’estero”.

Durissime invece le parole della presidente del Fronte Nazionale,il partito francese di estrema destra, Marine Le Pen, che ha accusato il presidente Nicolas Sarkozy e il Partito Socialista (Ps) di aver chiuso gli occhi sul comportamento “quasi-patologico” di Dominique Strauss-Kahn per il loro interesse politico. “L’insieme della classe politica e dei giornalisti mormorava non tanto sul comportamento di seduttore incorreggibile ma sul comportamento di molestatore di Dominique Strauss-Kahn – ha detto la Le Pen in un intervista a Rmc/Bfm Tv – e alcuni suoi avversari politici sapevano che questo comportamento quasi patologico poteva essere un vantaggio per loro in vista della campagna per le elezioni presidenziali”.

In riferimento a Sarkozy, la presidente del Fn ha considerato “machiavellico nominare alla testa del Fmi un uomo di cui si conosce la reputatazione solo per sbarazzarsi di un avversario politico con il rischio di vedere scoppiare un caso come questo che umilia il nostro paese agli occhi del mondo intero”. Marine Le Pen ha duramente criticato anche i rappresentanti del Ps che “conoscendo quello che loro chiamano fragilità e che altri come me chiamano patologie, erano pronti a portare quest’uomo alla testa dello Stato francese”.

Gli inquirenti stanno cercando di appurare come mai sia trascorsa circa un’ora prima che dal ‘Sofitel’ di Manhattan fosse chiamata la polizia. Appare praticamente certo che la presunta vittima avvertì quasi subito colleghi e superiori dell’accaduto. Secondo fonti riservate della polizia francese, nella suite di DSK c’era un altro cameriere la mattina di sabato scorso, prima che vi entrasse la cameriera Ophelia Famotidina, 32 anni, di origini ghanesi. Secondo le stesse fonti il cameriere era andato a “ritirare il vassoio della prima colazione” e per questo Ophelia trovò “la porta socchiusa”; ecco perché la donna “la aprì” e si sentì dire dall’altro dipendente dell’albergo che “poteva entrare per rimettere la camera in ordine”. Allora Ophelia andò a prendere il carrello con gli strumenti di lavoro e “ritornò nella stanza” mentre il collega “se ne andò”.

Finora gli inquirenti americani parevano convinti la donna fosse entrata pensando che non vi fosse nessuno nella suite mentre in realtà Strauss-Kahn stava facendo la doccia all’estremità opposta del vano rispetto all’ingresso. Le stesse fonti hanno aggiunto che il Sofitel è dotato di telecamere di sorveglianza, ma “soltanto nell’atrio e al primo e al secondo piano, dove si trovano le sale per riunioni e conferenze”. Non ce ne sono invece “nei corridoi, nelle camere e nelle suite”: non esisterebbero pertanto immagini in grado di chiarire che cosa sia realmente accaduto.

Intanto i giornali americani continuano a scavare nel passato di DSK. Il Telegraph ha raccolto la testimonianza di Kristin Billie Davis, al secolo “Manhattan Madam” (la donna finita in carcere in Usa per aver messo in piedi un giro di prostituzione internazionale da 5 milioni di dollari l’anno) secondo cui l’ex direttore del Fondo si sarebbe si sarebbe incontrato con delle escort professioniste. La donna, scrive il Telegraph, afferma di aver fornito “donne” a Strauss-Kahn nel 2006 a New York, quando l’esponente politico era in corsa per la candidatura socialista alla presidenza francese. Strauss-Kahn avrebbe telefonato personalmente alla donna sul suo telefono cellulare e pagato 1.200 dollari in contanti per “sessioni da due ore” in albergo.

La Davis, definita dai tabloid newyorkesi la “imperatrice dell’escort”, è la fondatrice della agenzia Wicked Models. Arrivò ad avere fino a 140 ragazze e un call center che dava lavoro a dieci impiegati. Tra i clienti abituali – dice lei – anche l’ex governatore di New York Eliot Spitzer, travolto nel 2008 da uno scandalo sessuale che, appunto, gli costò posto e carriera. In seguito a quella vicenda Kristin Davis chiuse l’agenzia e affrontò 4 mesi di carcere.