Il mondo FQ

Referendum, la Svizzera al voto per rafforzare la neutralità nella Costituzione. Proiezioni: “Il no è al 71%”

L'iniziativa della destra conservatrice punta a vietare sanzioni se non nell'ambito Onu e a limitare la cooperazione con la Nato. Governo e Parlamento contrari, il "no" in vantaggio nei sondaggi
Referendum, la Svizzera al voto per rafforzare la neutralità nella Costituzione. Proiezioni: “Il no è al 71%”
Icona dei commenti Commenti

Una Svizzera ancora più neutrale e permanentemente armata. E’ il tema del referendum sul quale i cittadini del piccolo Stato alpino stanno votando in queste ore. Promosso dall’organizzazione Pro Svizzera (Pro Schweiz) e da importanti esponenti dell’Unione Democratica di Centro, il principale partito della destra conservatrice, il quesito chiede che il paese rafforzi il proprio impegno alla neutralità, sancita dalla Costituzione sin dalla metà del XIX secolo e oggetto di anni di dibattito. Le prime proiezioni fornite dall’istituto demoscopico svizzero gfs.bern segnalano il no al 71%.

Il partito, che detiene la maggioranza dei seggi in Parlamento e conta alcuni membri con orientamenti filo-russi, ha reagito con veemenza alla decisione del governo federale di aderire alle sanzioni dell’Unione europea contro la Russia in merito a quella che il governo definisce la “guerra di aggressione” contro l’Ucraina. La misura vieterebbe al governo di aderire a sanzioni contro qualsiasi paese belligerante, ad eccezione di quelle approvate dalle Nazioni Unite.

Radicata nella storia svizzera da secoli, la neutralità del Paese è iscritta nella Costituzione federale dal 1848; essa comporta che la Confederazione si astenga dal prendere posizione nei conflitti tra Stati terzi. Tuttavia, l’adozione da parte della Svizzera delle sanzioni dell’Unione europea contro Mosca in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, così come il suo primo mandato come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (nel 2023 e 2024), hanno posto la questione della neutralità elvetica al centro del dibattito.

La Svizzera non fa parte di alcuna alleanza militare. L’approvazione della misura, respinta nei sondaggi e definita “filorussa” da alcuni oppositori, impedirebbe al governo di cooperare con qualsiasi alleanza – come ha fatto con la Nato per tre decenni, anche attraverso esercitazioni congiunte – salvo in caso di minaccia. I sostenitori sostengono che l’impegno della Svizzera a favore della neutralità debba essere riaffermato e difeso alla luce di ogni conflitto, e affermano che il governo si sia avvicinato “pericolosamente” all’Ue e all’Alleanza atlantica in modi che minacciano la sicurezza della Svizzera e la sua indipendenza d’azione. Gli oppositori, tra cui il governo federale e il Parlamento, sostengono che la Costituzione conceda già all’esecutivo il margine di manovra necessario per tutelare gli interessi nazionali.

Sulla definizione di neutralità svizzera si confrontano due visioni: i sostenitori di una neutralità flessibile difendono la possibilità per la Confederazione di adattare la propria politica alle circostanze. È proprio questa logica che ha portato la Svizzera a collaborare con la Nato, pur senza farne parte. La neutralità “è sempre stata gestita con un certo margine di manovra”, ha dichiarato di recente alla radio pubblica svizzera il ministro degli Esteri elvetico, Ignazio Cassis. “Neutralità non significa che la Svizzera guardi altrove quando si verifica una violazione delle regole internazionali”, ha affermato inoltre durante la campagna elettorale.

La Svizzera vota oggi anche sull’iniziativa sull’alimentazione. Il quesito promosso dall’ambientalista Franziska Herren e dalla sua associazione Acqua pulita per tutti chiede in particolare che la Confederazione miri a un grado di autosufficienza alimentare di almeno il 70% entro dieci anni. In questo caso è prevista la vittoria del “no”. Inoltre, in nove cantoni gli elettori sono chiamati a esprimersi anche su temi locali. Tra gli appuntamenti più attesi, l’iniziativa che chiede una sostanziale diminuzione delle imposte nel Canton Vaud e l’estensione ai sedicenni del diritto di voto nei Grigioni.

La maggior parte degli svizzeri vota per corrispondenza, motivo per cui i seggi elettorali rimangono aperti solo la domenica mattina. I primi risultati sono attesi nel tardo pomeriggio.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione