Berlusconi a Palazzo Chigi per la premiazione delle giovani eccellenze del progetto "Campus Mentis"

Distribuisce pacche, consigli, battute, propone il bunga bunga ai premiati e qua e là inserisce passaggi su come smontare e ricostruire la Costituzione. Silvio Berlusconi mostra tutto il suo repertorio.

A mano a mano che sfilano i giovani per ritirare il premio “Campus mentis”, Berlusconi dà i suoi suggerimenti su come ingrandire l’azienda, su come presentarsi: “Non è che qualcuno la deve accettare, è lei che deve imporsi agli altri, bisogna essere sempre molto ambiziosi e darsi dei traguardi da raggiungere come ho fatto io in tutta la vita, spesso suscitando gli sghignazzi degli increduli” consiglia a un giovane, citando la costruzione di Milano 2 e del suo “impero” edile e televisivo. Ma oltre alla “lezione” il premier ha trovato il tempo anche per una barzelletta sporca:

Poi le gag con un premiato: “Ricordati che il tuo settore, che è anche il mio, è facile. Basta costruire una cosa, poi ne costruisci un’altra e un’altra ancora. E poi fallisci… Comunque, scherzi a parte, sull’immobiliare non si fallisce mai, sono gli unici beni che si rivalutano sempre”. Un altro viene ripreso perché la cravatta “non deve spuntare da sotto la giacca” e della giacca “bisogna abbottonare solo i primi due bottoni. Ma è un errore veniale rispetto a chi “porta le scarpe marroni sotto l’abito blu”. Ma poco male, perché, come diceva la Thatcher, grazie alle capacità e alla volontà, non è difficile “arrivare in cima all’Everest. E’ grande come una piazza, c’è posto per tutti”. Certo, purché siano senza barba, perché, dice il Cavaliere tornando su un suo leit motiv, “la barba induce diffidenza, fa pensare che ci possa essere un ‘imperfezione al mento o che si voglia nascondere l’espressione del viso…”. E se i giornali non gradiscono? Anche qui per il Cavaliere “Maggie” è fonte d’esempio, perché invitava il capo ufficio stampa a leggere solo gli articoli a favore…

C’è anche il tempo per “invitare” due giovani premiate al bunga bunga:

Poi “finalmente”, il Berlusconi-pensiero vira alla politica: “Per una vera democrazia occorre cambiare l’architettura costituzionale. Quindi bisogna riformare la Costituzione”. Ma anche qui il repertorio è stanco. Per Berlusconi, infatti, l’attuale Costituzione stabilisce che il governo “possa al massimo suggerire dei provvedimenti alle Camere, che cominciano a dibatterle nelle commissioni, nell’Aula poi nell’altra Camera, poi di nuovo in Commissione; e il tutto deve piacere al capo dello Stato”. Insomma, ha poi aggiunto Berlusconi, “il popolo vota, il Parlamento lavora, discute ma non succede niente questo è dovuto al fatto che noi abbiamo questa architettura istituzionale per arrivare a un paese che sia una vera democrazie dobbiamo cambiare l’architettura istituzionale quindi una riforma della costituzione”.