Se Ruby sarà la fine di Berlusconi, molti dicono che l’erede designato sia proprio lui: il giovane guardasigilli, fedelissimo delfino facilmente manovrabile anche tra i marosi di un governo alternativo – ma non troppo.

Ebbene, che faceva il nostro eroe nel giorno del massacro? Dove ha passato le ore più scottanti dell’intera parabola berlusconiana il fido pensatore di lodi, scudi e bavagli destinati a prolungare ogni oltre naturale scadenza il governo del capo?

Addì 17 gennaio 2011, mentre tutta Italia era immersa nell’edificante lettura della ‘Domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari’ presentata alla Camera dei Deputati per mettere all’angolo Berlusconi Silvio e i suoi amici di bunga bunga, ecco che il ministro della Giustizia se n’è andato a inaugurare un sottopasso tra Sciacca e Menfi nonché – riportiamo l’Ansa, che merita – “un impalcato del viadotto lungo la strada statale 640 di Porto Empedocle“.

Nel giorno in cui l’impero e tutti i suoi draghi sembrano venire inghiottiti dalle profondità dell’osceno, l’erede è andato insomma a tagliare nastri nei dintorni di Agrigento, praticamente a casa sua, facendosi pure accompagnare dal collega dei trasporti Altero Matteoli.

A spiegare meglio in cosa consistesse davvero la gita sono i consiglieri provinciali Stefano Girasole ed Ezio Di Prima: “Si inaugura lo svincolo di un progetto che deve ancora essere completato e si fa un gran battage mediatico dimenticando che siamo nella zona della Sicilia dove non ci sono autostrade e dove sulle strade statali si continua a morire – spiegano i due in una nota -. Per fortuna i cittadini non sono più dei creduloni. Non a caso un comitato civico ha manifestato la propria preoccupazione per le condizioni di pericolo del cantiere e del manto stradale che non è stato rifatto a regola d’arte. Il ministro viene a inaugurare uno svincolo e un sottopassaggio, ma probabilmente non sa che c’è ancora un cantiere aperto e manca un impianto di illuminazione. Matteoli venga invece a dirci perché nel Nord Italia si parla di alta velocità mentre l’area sud occidentale della Sicilia non ha un’autostrada e nemmeno una linea ferroviaria“.

Ma anche laggiù, nello sperduto ovest siculo, sono arrivate le domande dei giornalisti: come reagirà Berlusconi? Andrà dai giudici a Milano? “Sono valutazioni che farà il presidente insieme ai suoi avvocati” ha risposto serafico l’Angelino. Ma lei sarebbe pronto a sostituirlo come guida del governo? Berlusconi è vivo, vegeto e forte. Tutti noi siamo accanto a lui per sostenere questa stagione di riforme e fatti“. Sottopassi, non parole.