Riceviamo e pubblichiamo una precisazione di Angela Mazzocchi, una dei tre giornalisti che hanno presentato ricorso alla magistratura amministrativa riguardo alla selezione per il direttore della web tv del Comune di Napoli.

Alla cortese redazione web de Il Fatto Quotidiano

Sono Angela Mazzocchi e vi scrivo a proposito dell’articolo sulla nascita della Web Tv del Comune di Napoli. Sono una dei tre giornalisti che hanno fatto ricorso alla magistratura amministrativa, come raccontato nel pezzo. Mi preme però precisare, per completezza e correttezza dell’informazione, che noi tre giornalisti abbiamo intrapreso le vie legali non ‘per bloccare l’intera procedura’, ma perché, pur avendo superato il bando di selezione del Comune di Napoli per la ricerca del direttore della Web Tv, come si narra nell’articolo, non abbiamo visto riconosciuti i nostri diritti. In parole povere: l’amministrazione comunale avrebbe dovuto scegliere il direttore della Web Tv tra noi tre, tutti in possesso dei requisiti richiesti nel bando. Invece, l’amministrazione, con un atto d’imperio, ha ‘resettato’ il bando ed ha proceduto alla nomina diretta di Giuseppe Mariconda, pensionato Rai, che alla selezione non ha proprio partecipato. Ma l’annullamento del bando era fondato su un cavillo giuridico che il Consiglio di Stato ha ritenuto infondato, dandoci ragione e notificando gli atti al Comune il 16 dicembre scorso. Infatti il Consiglio di Stato – già nel novembre 2010 – nel sentenziare in nostro favore ha ordinato al Comune di NON avviare la web tv senza il vincitore della selezione, senza cioè il direttore che aveva – per titoli – acquisito il diritto a sottoscrivere quel contratto di lavoro a tempo determinato. Quindi, noi non volevamo ‘bloccare’ la procedura. Volevamo che andasse avanti. Ma regolarmente. Riconoscendo i diritti di chi aveva superato una selezione che la magistratura amministrativa ha ritenuto corretta. Ma ai nostri danni è stata compiuta un’autentica violenza: è stato rubato il lavoro, il contratto, sia pure a tempo, e il pane quotidiano , a chi – per quello che ha già stabilito il Consiglio di Stato – ha già partecipato ad una selezione pubblica, l’ha superata con almeno 80 punti su 100, ma l’ha vista illegittimamente cancellata.

Nel ringraziarvi per lo spazio che avete dedicato a questa vicenda, vi saluto cordialmente.

Angela Mazzocchi – Premio giornalistico “Giancarlo Siani” 2004 – Giornalista professionista dal 1990