“Non mi riconosco più nel Pdl”. Visibilmente scossa e in lacrime il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, annuncia le sue dimissioni dal Pdl. “Resterò al governo, ma mi iscriverò al gruppo Misto”. Ma in tarda serata, dopo un incontro con Fabrizio Cicchitto e Gianni Letta, l’allarme rientra: “Una sfortunata coincidenza e un difetto di comunicazione hanno generato oggi uno spiacevole incidente parlamentare”, si legge in una nota di Palazzo Chigi, che annuncia che ogni equivoco è stato chiarito.

La decisione della Prestigiacomo era arrivata al culmine di dissapori e veri e propri incidenti di percorso che vanno avanti da un mese e mezzo. A inizio novembre infatti la Prestigiacomo si era scontrata con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sui fondi stanziati dal Cipe destinati al disastro idrogeologico. Allora, durante un consiglio dei ministri fra i due erano volate parole grosse: “Non mi faccio trattare da scolaretta”, aveva detto lei. E di fronte all’invito di continuare la discussione “in separata sede”, la ministra era sbottata: “Giulio, non dire cretinate. Non siamo mica stupidi, se hai qualcosa da dire la dici qui, davanti a tutti”. A mettere pace tra i due ci aveva pensato Berlusconi. Questa volta invece lo scontro è stato con Fabrizio Cicchitto.

A far traboccare il vaso è stato l’episodio avvenuto a Montecitorio quando il ministro dell’Ambiente ha votato diversamente dalla maggioranza. Il voto  riguardava la proposta di sospendere l’esame del testo sulla libera imprenditorialità e il sostegno del reddito avanzata dal Pd. Un’ipotesi che aveva trovato il parere favorevole della Prestigiacomo. La norma, infatti, esonera le imprese costituite da disoccupati e cassaintegrati da una serie di obblighi in materia di smaltimento di rifiuti. La Prestigiacomo ha quindi votato con l’opposizione a favore della sospensione, ma la proposta è stata bocciata per tre voti di scarto. Dopo il voto, contrariata, la ministra ha preso le sue carte e ha lasciato di corsa l’aula, mentre dai banchi del Pdl sono arrivate urla “dimissioni, dimissioni”. “Resto ministro finché Berlusconi lo riterrà”, ha aggiunto. “Il rinvio – ha precisato ancora – doveva essere l’unica cosa saggia da fare per approfondire il tutto e verificarlo. Prendo atto che il capogruppo Cicchitto, non ha voluto questo, ha voluto esporre il governo a questo tipo di votazione”.

Così è stato costretto a intervenire come pompiere il sottosegretario Gianni Letta che in serata ha organizzato un incontro tra i due. Chiuso da un comunicato ufficiale in cui  l’accaduto è stato ricondotto a ”una sfortunata coincidenza” e a “un difetto di comunicazione”. Tanto che, secondo Palazzo Chigi, Prestigiacomo e Cicchitto “hanno chiarito ogni equivoco, superando l’incidente, scambiandosi un reciproco attestato di stima e di fiducia”.

Al di là della vicenda però, il momentaneo addio della Prestigiacomo al Pdl è una prova generale di quello che potrebbe accadere se realmente si andasse a elezioni. Da tempo il ministro dell’Ambiente sta discutendo del suo futuro con l’ex braccio destro di Marcello Dell’Utri in Sicilia, Gianfranco Miccichè. Il vice ministro dell’Economia ha fondato lo scorso 30 ottobre ha fondato “Forza del Sud“, un nuovo partito che deve servire a Berlusconi per contrastare l’Mpa di Raffaele Lombardo. I sondaggi dicono infatti che, in Sicilia, il Terzo polo di cui anche Lombardo fa parte, si presenta fortissimo. L’arrivo di Stefania Prestigiacomo che in Sicilia gode di ottima reputazione, può essere utile per risalire la china. Anche perché un secondo ministro guarda con interesse a Forza del Sud. E’ Mara Carfagna che, dopo le lacrime della collega, ha detto: ”Sarebbe sbagliato sottovalutare l’accaduto: il disagio espresso da Stefania Prestigiacomo nei confronti di un partito nel quale, troppo spesso, si preferisce, per fretta o disattenzione, non prestare ascolto alle idee diverse, è molto diffuso”.

Nel centrodestra, comunque, prima della pace officiata da Letta, le reazioni (Guarda il video) sono state  di stupore: ”Mi spiace perché stamattina il ministro Prestigiacomo era molto contento. In consiglio dei ministri era riuscita a far correggere il decreto mille-proroghe. Poi non so che cosa sia successo nel Pdl, io mi occupo delle questioni della Lega”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Certo che il caso Prestiogiacomo si sarebbe risolto in una bolla di sapone è invece stato Maurizio Gasparri. “Non conosco i dettagli ma diciamo che questo è un periodo di intenso lavoro per tutti – ha detto il presidente dei senatori del Pdl – e può capitare qualche momento di incomprensione e fatica. Forse serve proprio la pausa di Natale per tutte le forze politiche. Perché se leggo ciò che avviene nel Pd – ha concluso – mi sembra decisamente più grave”. Anche il presidente del Senato Renato Schifani ha cercato di stemperare la polemica: “Non conosco il merito della vicenda e pertanto non posso dire molto. Evidentemente si tratterà di un’incomprensione personale tra il ministro e il capogruppo Cicchitto, non credo proprio che Miccichè c’entri qualcosa in questa vicenda”.