Leggo le parole roboanti del segretario del Pd Bersani: “Chi fa e dice certe cose non può governare un Paese”. Benissimo.
E Fini, oggi: “La pagina di Berlusconi si è chiusa“. Più chiaro di così?
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si dimetta e dopo si può aprire nuova stagione politica”. Pierferdinando docet.

Bene, Bersani, Fini e Casini ma se davvero le parole hanno ancora un peso specifico, adesso è il momento di dimostrarlo.

Perché forse non vi siete accorti che state giocando col fuoco. Nessuno di noi è disposto ad aspettare oltre. Abbiamo già aspettato tanto. Io personalmente è 16 anni che aspetto che ci sia qualcuno che abbia il coraggio di smarcarsi da Berlusconi, anche all’interno del centrodestra.

Ora Fini dice a Perugia: “Siamo politicamente determinanti per le sorti del governo per le sorti del governo”, ma per dire questo non era necessario convocare una convention a Perugia. La sa tutta Italia che senza Fini questo governo è al capolinea. L’Italia ora si aspetta un gesto semplice, semplice. Piuttosto che chiedere che Berlusconi vada al colle autonomamente per presentare le sue dimissione (cosa che ho il sospetto non capiterà mai) che Fini, Casini, Bersani, Di Pietro facciano ciò che tutti vogliono: un voto di sfiducia in Parlamento. Lo devono fare subito, lo devono fare alla riapertura della Camera, domani stesso.

Noi, che non siamo più disposti ad aspettare, saremo lì davanti (a Montecitorio) e davanti a tantissime prefetture italiane (www.ilpopoloviola.it) dalle 17 in poi. Una mobilitazione partita da un appello firmato da tantissime persone per chiedere a gran voce uno Stop a Berlusconi.

Noi saremo lì fuori per chiedere non più a Berlusconi, ma al Parlamento di fare ciò che andava fatto da tempo. Perché la nostra democrazia è in pericolo e gli unici che possono salvarla sono proprio i parlamentari, non importa di quale parte politica siano, ma lo facciano. Ne ha bisogno il Paese, per ricominciare a sperare.